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Giustizia, “no” alla responsabilità civile delle toghe | Il Governo ottiene la fiducia al Senato

“No” alla responsabilità civile dei magistrati. L’Aula del Senato, con 159 voti contrari, 70 a favore e 51 astenuti (i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle), ha respinto l’emendamento presentato dalla Lega alla legge europea 2013-bis. Sulla questione il governo aveva posto la questione di fiducia.

L’emendamento del Carroccio, firmato da Stefano Candiani, è la riproposizione in versione più rigida di un emendamento già discusso. La norma era stata approvata nei mesi scorsi alla Camera, con il Governo sotto per 7 voti. Ma a Palazzo Madama, prima della pausa estiva, la commissione Politiche Ue aveva soppresso l’emendamento. Oggi, la riproposizione. Da qui, alla luce della prima “sconfitta” dell’esecutivo, a necessità di porre la fiducia.

La decisione è stata duramente criticata dal senatore leghista, che ha protestato facendo presente che “dal 1986, governo Fanfani, preistoria della prima Repubblica, non si ricorreva alla fiducia su un singolo emendamento. Abbiamo piegato il governo, facendo emergere le sue incoerenze”.

“Era inevitabile – ha sottolineato il viceministro della Giustizia Enrico Costa – che l’emendamento venisse respinto. Si puntava a introdurre un meccanismo di azione diretta che avrebbe determinato una probabile incostituzionalità della disciplina, alla luce anche della posizione assunta sul punto dalla Corte Costituzionale”. “Ciò non significa, tuttavia, che la legge Vassalli non debba essere modificata. Anzi. Si tratta – ha chiarito – di un meccanismo risarcitorio inefficace e inattuale. I numeri sono infatti chiarissimi. Dal 1988 a oggi, cioè da quando è entrata in vigore la Legge Vassalli sono state in tutto 410 le cause proposte per far valere la responsabilità civile dei magistrati. Tra i ricorsi presentati, finora 266 sono stati ritenuti inammissibili e soltanto 7 sono stati accolti. Inoltre, è significativo osservare come, nel periodo febbraio 2011-gennaio 2014, su 21 sentenze della Cassazione ben 20 abbiano confermato l’inammissibilità della domanda”.

“La responsabilità civile – ha detto il capogruppo Pd in commissione Giustizia Giuseppe Lumia – è un tema delicato, per cui è corretto venire allo scoperto, dire quale scelta il Parlamento intende compiere alla luce del sole, senza blitz e voti segreti, come è avvenuto alla Camera. La responsabilità civile del magistrato non può diventare una clava per colpire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, prevista da tutti gli ordinamenti democratici e dalla nostra Costituzione all’articolo 104. Il Governo, il Parlamento, le forze politiche in Commissione giustizia troveranno la soluzione organica e coerente senza scorciatoie e agguati. Dobbiamo lasciarci alle spalle più di venti anni di conflitto micidiale sulla giustizia. Non toccheremo – ha concluso Lumia – l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, ma faremo quelle riforme che ci metteranno in grado finalmente di dire che abbiamo una giustizia moderna, che colpisce i corrotti, che colpisce le organizzazioni mafiose, che non fa sconti ai potenti, ma è in grado di mettersi realmente al servizio dei cittadini”.

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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