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Mea culpa di Obama: “Abbiamo sottostimato Isis” | I terroristi minacciano i Paesi occidentali

Gli Stati Uniti hanno “sottostimato” i progressi dell‘Isis in Siria e “sovrastimato” la capacità dell’Iraq di combattere gli estremisti. A dirlo è il presidente americano, Barack Obama, in un’intervista a “60 minutes”.

Obama torna a spiegare che la lotta contro l’Isis deve essere “doppia”: “da un lato l’organizzazione deve essere messa all’angolo militarmente, dall’altra è necessario allentare le tensioni fra sunniti e sciiti. C’è bisogno quindi – secondo Obama – di una soluzione politica perché la battaglia fra le due sette è la causa maggiore di conflitto nel mondo”.

Come già fatto davanti all’assemblea dell’Onu, Obama ribadisce che non è in corso una guerra contro l’Islam. “Non è l’America contro l’Isis – dice – stiamo guidando una coalizione”. 

E mentre Obama rilascia l’intervista proseguono le azioni delle forze della coalizione. Negli ultimi raid i missili hanno colpito il principale complesso di gas in mano all’Isis, Coneco, il più grande della Siria. Lo ha annunciato l’Osservatorio per i diritti umani in Siria, ong con base a Londra. L’impianto si trova nell’est della Siria, nella provincia di Deir Ezzor, ricca di petrolio e vicino alla frontiera irachena.

Un attacco che sembra una risposta all’ultima minaccia formulata da Al Qaeda all’Occidente. In un messaggio audio postato su internet il capo del Fronte al Nusra, gruppo siriano affiliato alla rete terroristica, ha avvertito i popoli occidentali che continuare i bombardamenti contro i jihadisti in Siria “porterà la guerra” nei loro Paesi. “I vostri dirigenti non saranno i soli a pagare il prezzo della guerra – ha detto il numero uno di al Nusra, Abu Nohammad al-Julani, rivolgendosi ai cittadini dei Paesi occidentali – voi pagherete il prezzo più alto”.

 

Nadia Palazzolo

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Nadia Palazzolo
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