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Euro 2016: Italia, parte l’assalto alla Germania | Calma (ma non troppo), cuore e lucida follia

Calmi. Ma non troppo. Il trionfo di ieri contro la Spagna ci consegna una verità meravigliosa e terribile allo stesso tempo: abbiamo fatto un’impresa, non abbiamo fatto ancora nulla. Ora c’è Italia – Germania, la sfida delle sfide.

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Ci rincontriamo in competizioni internazionali dopo 4 anni, dopo una semifinale europea (allo stadio nazionale di Varsavia), una partita che fu il trionfo del potenziale azzurro dell’era Prandelli, ma che fu l’anticamera di un’umiliazione finale con la Spagna riscattata solo nella giornata di ieri allo Stade de France.

Quattro anni dopo siamo ancora qui, di nuovo l’uno contro l’altro, con la differenza che i tedeschi sono campioni del mondo in carica e che l’ultimo precedente non è quella semifinale meravigliosa, bensì l’umiliante 4-1 subito in amichevole all’Allianz Arena pochi mesi fa, giocata dagli azzurri senza paura, ma anche senza fame.

I precedenti parlano chiaro: 33 sfide (la prima giocata a Milano, il giorno di Capodanno dell’anno 1923 – vittoria Italia), 8 le vittorie tedesche, 10 i pareggi, 15 i successi italiani. Nelle sole competizioni internazionali: 7 precedenti, 4 vittorie Italia, 3 pareggi.

É la sfida più difficile: lo è perché l’Italia si trova esattamente nella posizione inversa rispetto alla sfida con la Spagna. L’Italia ci arriva con adrenalina, voglia di sognare, entusiasmo e il rischio di non temere un avversario, che ci considera la bestia nera e pregusta ancora una volta il sogno della rivincita, certa dei propri mezzi ma nella speranza di non vedere il sogno dissolversi, ancora una volta.

Da quei 30 minuti da leggenda a Messico 1970, passando per le urla di Tardelli a Madrid e quelle di Grosso a Dortmund, fino alla doppietta di Balotelli a Varsavia, ciò che ha permesso all’Italia di vincere sempre è stata la grinta, il cuore e un po’ di lucida follia.

In una fase storica della nazionale azzurra in cui mai è stato così ampio il divario di tecnica e di talento rispetto alla Germania, bisognerà dare tutto ancora una volta, consapevoli del nostro passato, rispettosi dell’avversario ma anche affamati e desiderosi di ripetere la storia ancora una volta, come fatto contro la Spagna.

Sabato prossimo c’è Italia – Germania. Quindi: calmi… ma non troppo.

Andrea Zito

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Andrea Zito
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