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Vita di coppia, meglio soli che male accompagnati

La vita di coppia cambia in base al carattere di ognuno di noi. Ci sono, però, dei punti fermi che valgono per tutti. D’altra parte il proverbio parla chiaro: meglio soli che male accompagnati. La saggezza popolare sbaglia raramente ma non sempre siamo in grado di reagire nel modo giusto alle situazioni.

Ci sono storie d’amore che vanno a gonfie vele. Sono quelle in cui decidere di vivere insieme è davvero un punto di forza per la coppia. Ma non è sempre così. Quando non stiamo più bene in una relazione vuol dire che è giunta al capolinea e dobbiamo imparare a dire “basta”. Voltare pagina non è un passo facile. I litigi diventano all’ordine del giorno ma noi restiamo fissi in quella storia. Perché? Perché non reagiamo?

I motivi che ci spingono a non troncare una relazione che va male possono essere tanti. Uno fra tutti la paura della solitudine. Il timore di rimanere soli, infatti, è una delle principali ragioni ma non l’unica. Non tutto è perduto. Qualcosa si può fare per tornare a vivere serenamente.

La solitudine

Abbiamo già detto che il più grande ostacolo alla fine di una relazione che va male è la paura della solitudine. Ci si culla nell’idea che un compagno non proprio esemplare è pur sempre meglio di niente. E’ come se la linea guida fosse la convinzione che la perfezione non esiste. Questo è vero ma solo in parte.

Non esisteranno la donna o l’uomo perfetti ma sicuramente esistono quelli con tanti pregi. Spesso ci innamoriamo anche dei difetti del nostro partner. A volte sono quelli che ci fanno perdere la testa. Questo va bene purché si rimanga entro certi limiti.

Quello che non deve mai mancare perché una relazione possa definirsi sana è il rispetto reciproco. Una storia d’amore non è tale senza la sincerità e la condivisione. Quindi meglio mettere le cose in chiaro sin da subito e capire quali sono le intenzioni dell’altro/a. Per esempio se un partner è in cerca di una relazione stabile e duratura mentre per l’altro si tratta di una semplice avventura è indispensabile che entrambi ne siamo consapevoli e che ne accettino le inevitabili conseguenze.

La violenza

Sempre più spesso si sente parlare di episodi di violenza domestica, soprattutto all’interno di una coppia. Niente di più inaccettabile. Le forme di violenza a cui può sottoporre uno dei partner sono due: fisica e verbale. Dobbiamo essere capaci di ribellarci ad entrambe.

Può sembrare più semplice dire “no” davanti a segni evidenti di un’aggressione fisica. Invece anche in questi casi si tende spesso a rimanere all’interno della propria relazione. Anche quando le violenze sono verbali è bene troncare immediatamente. I segni non sono sulla pelle ma il cuore ne esce martoriato.

Sentirsi aggrediti, privati della propria privacy, spiati sui social network e nella vita, o addirittura costretti a fare delle rinunce, come frequentare i propri amici dell’altro sesso per non incorrere in scenate di gelosia, è un campanello di allarme che deve far scattare un atteggiamento fermo.

Amarsi vuol dire soprattutto rispettarsi e accogliersi a vicenda. E soprattutto non fare al proprio partner ciò che non vorremmo fosse fatto a noi. Quindi è assolutamente vietato spiare, leggere i suoi messaggi, controllare la sua posta elettronica, curiosare sul suo pc o smartphone o impedirgli di uscire da solo.

I litigi

I litigi fanno parte di ogni vita di coppia. Gli scontri avvengono spesso e non sempre questo è indice di una cattiva salute del rapporto. Se ci si confronta in maniera civile e si scambiano le proprie opinioni, allora va tutto bene. Siamo diversi gli uni dagli altri e si sa che spesso sono proprio gli opposti ad attrarsi. Diventa quindi più facile trovarsi a pensarla diversamente su alcuni argomenti. Scambiare le proprie opinioni in maniera costruttiva e senza trascinare troppo a lungo il contrasto è anzi un fattore positivo per la coppia.

Se invece ogni scontro è accompagnato da musi lunghi per giorni interi, da ripicche e recriminazioni, e soprattutto si tratta di situazioni che si ripresentano con grande frequenza, siamo di nuovo in presenza di segnali di allarme che ci autorizzano a pensare che forse è meglio cambiare aria.

Gli amori viziati

Gli amori viziati sono una dura prova da affrontare. Innanzitutto sono difficili da riconoscere. La vita di coppia non va sempre male, anzi. Si alternano momenti difficili ad altri di grande felicità, per cui si finisce per creare una sorta di dipendenza dall’altro. Ecco che uscirne diventa davvero difficile.

Ci sono però dei tratti che accomunano questo tipo di relazione, rendendola quindi riconoscibile. Ci si ritrova, infatti, sempre più isolati, privati dei propri amici, degli interessi, a volte persino del lavoro; il rapporto con il partner si fa sempre più esclusivo e lui (o lei) punta a trasformarsi nel nostro intero orizzonte.

Negli amori tossici, uno dei due membri della coppia insinua nell’altro l’idea di non valere niente, di non essere in grado di bastare a se stesso in assenza dell’altro. Questo è un ricatto sottile e perverso, dal quale occorre una grande forza di volontà per liberarsi, ma è una spirale da spezzare al più presto: imponiamo la nostra volontà di uscire con altre persone, di conservare i nostri hobby e i nostri interessi, cerchiamo l’amica del cuore, i familiari o chiunque possa stare accanto a noi.

E se alla fine non funziona, liberiamoci del compagno velenoso, a costo di metterci tutta l’energia di cui siamo capaci.

Volere il proprio bene

E’ difficile ma finalmente abbiamo trovato una persona da amare. Certo, non è quello che speravamo, c’è di meglio in giro ma va bene anche così. Probabilmente non troverei un’altra persona con cui condividere la mia vita. Sbagliatissimo. Questo è uno dei pensieri più errati che si possa fare all’interno di un rapporto.

Alla base di tutto c’è l’autostima. Spesso ci accontentiamo di un rapporto insoddisfacente perché siamo convinti di non avere alcuna speranza di trovare un’altra persona che ci voglia amare. E’ un errore grave e comune: in realtà, nessuno potrà farsi avanti se non gliene offriamo la possibilità.

Meglio soli che male accompagnati. E qui si ripresenta la saggezza popolare dei proverbi. Essere single, almeno per un po’, è comunque meglio che continuare a sperare che un rapporto sbagliato possa migliorare e renderci felici: le persone difficilmente cambiano e, nel migliore dei casi, stiamo solo perdendo tempo e occasioni per un nuovo incontro.

Vogliamoci bene, amiamo per prima cosa noi stessi. Poi l’incontro con l’altro diventerà scambio, condivisione, accoglienza. Tutto sempre nel rispetto di se stessi e dell’altro. I momenti difficili all’interno di una coppia ci sono, ma è insieme e con impegno reciproco che si possono superare e uscirne più forti e felici di prima.

Rosanna Pasta

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Rosanna Pasta
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