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Disoccupazione alle stelle? Nominiamo un milione di assessori | La crisi finanziaria della Bonafede, interviene il Banco Alimentare

Ma come ce l’hanno la faccia? I politici italiani, campioni olimpici di demagogia, non perdono occasione per trasformare le notizie drammatiche in veri e propri spot. Prendete Matteo Renzi, fresco premier dell’Italia che sta affondando. Appena l’Istat diffonde i dati sulla disoccupazione giovanile in Italia, arrivata al 12,9%, (mai così alta dal 1977) lui cosa fa? Invia un tweet con scritto “Cifra allucinante”. E prepara il terreno al suo JobsAct che evidentemente sarà miracoloso come l’acqua di Lourdes. Ma Renzi dov’è stato finora? Forse che quando la disoccupazione giovanile era al 12,8% o a 12,7% era meno allucinante? Certo, mica è colpa sua ma forse sarebbe meglio parlare dopo avere fatto i fatti (voto 2).

Ancora più raffinato Rosario Crocetta (e dunque voto 2,5), presidente della Regione siciliana, dove la disoccupazione giovanile è ancora più alta che nel resto del Paese. Proprio venerdì Crocetta ha detto: “Senza una rotazione e senza valorizzare i giovani la storia si fermerebbe. Quali saranno gli assessori vedremo, il mio auspicio è mettere giovani che abbiano voglia di lavorare”. Che facciamo, un milione di assessori? Ma prendo la palla al balzo e siccome Crocetta parla di un “Paese gerontofilo” gli chiedo umilmente: perché non si ritira a vita privata?

Oltrettutto da una settimana mi frulla in testa una brutta immagine, quella di Palazzo d’Orleans coricato su un fianco dopo aver fatto un “inchino” a Palazzo dei Normanni e tutto intorno le gru – a simboleggiare i siciliani – che cercano faticosamente di rimetterlo in piedi.

Sarà che in settimana ho visto il comandante Schettino (voto 3) tornare sulla nave Concordia per esigenze processuali. E ho avuto un tuffo al cuore, ripensando alla tragedia di due anni fa che costò la vita a 32 persone. Schettino, con arroganza, ha detto ai giornalisti che “chi parla ancora di abbandono della nave non ha capito un cazzo”. Sarà, e non voglio certo anticipare la sentenza, ma il comandante ha dimenticato il vecchio proverbio secondo cui “la migliore parola è quella che non si dice”.

Forse è un problema di comunicazione e certamente una parte di responsabilità ce l’ha anche la stampa che è sempre in cerca di nuovi eroi (anche negativi) e di scoop sensazionalistici, che cuce, commenta e soprattutto “estrapola”, come nel caso dell’assessore regionale al Lavoro Ester Bonafede. I giornalisti cattivi hanno pubblicato il suo sfogo: “Guadagno solo 5.440 euro al mese”. Ma la Bonafede ha precisato: “Frase estrapolata dal contesto”.

Sembra che il Banco Alimentare (voto 8) ha deciso di dedicare a lei la raccolta di quest’anno: in fondo anche l’assessore al Lavoro deve mangiare e questa storia che guadagna solo 5.440 euro netti al mese ha commosso l’Italia. Un simile trattamento è ingiusto anche perché prima della spending review – e con il doppio incarico all’Orchestra Sinfonica Siciliana – lo stipendio della Bonafede era più del doppio.

Di fronte all’indignazione popolare l’assessore Bonafede (voto 4, è simpatica) si è sentita in dovere di precisare, testuale, “che non è attraverso il ricorso alla demagogia e alla dissoluzione del ruolo ontologico della politica stessa che si riafferma il legame tra questa e il cittadino”. Una risposta così (voto 3) non giustifica un simile stipendio? Sappia la Bonafede (che comunque ha ragione ad arrabbiarsi) che il suo stipendio è stato falcidiato proprio per colpa della dissoluzione del ruolo ontologico della politica (voto 1): in parole più semplici, i colleghi dell’Ars le hanno fatto il “pacco” con un cavillo che prevede, per gli assessori tecnici (ma non per i deputati), la tassazione del 44% di una certa indennità dello stipendio.

Ma la Bonafede, che è persona di buonsenso, ha poi aggiunto: “L’attività di assessore meriterebbe un riconoscimento economico proporzionato al lavoro svolto, ai risultati ottenuti e all’assunzione delle responsabilità connesse”. A occhio e croce, dunque, guadagna 5410 euro di troppo.

I problemi di comunicazione invece li ha risolti l’assessore alla Salute Lucia Borsellino (voto 9). Ha trascorso gli ultimi 53 lunedì a dire che i nuovi manager della sanità sarebbero stati nominati “questa settimana”. Adesso ha imparato, da qualche giorno dice che saranno nominati “la prossima settimana”. Sa benissimo che fino alla fine del mondo ci sarà sempre una prossima settimana. Poi il capolavoro mediatico: quando Crocetta ha parlato del nuovo piano della rete ospedaliera criticando una parte dei vecchi manager “che hanno continuato a seguire la logica del passato, portando avanti il piano del precedente governo”, la Borsellino si è girata verso la finestra fischiettando distrattamente. Che fosse proprio lei l’artefice di quel piano è passato in…. secondo piano.

L’Oscar della settimana – in attesa di quello vero per il film “La grande bellezza” – va alla Film Commission della Regione siciliana che – come ho letto su BlogSicilia – ha risposto con cinque anni di ritardo a una richiesta di finanziamento del film “Piazza Garibaldi” del regista Davide Ferrario. La prima mail è del 2009, il film è uscito nel 2011, è stato presentato a Venezia, è uscito al cinema ed è stato trasmesso in Tv; nel 2014 la richiesta di chiarimenti di Film Commission (voto 0) che manda una mail per sapere quando il regista intende girare il film. Come se il Palermo scrivesse domani alla Fiorentina per dire: “Ok, ci avete convinti, vi vendiamo Luca Toni”.

Infine una notizia di cronaca. Un idraulico, che avrebbe importunato una donna durante una riparazione a casa, è morto in seguito alle percosse inferte dal marito della donna che evidentemente ha deciso di farsi giustizia da solo, per di più nella piazza centrale del paesino di Pescosolido (Fr). Siamo cresciuti con il mito di decine di film semi erotici (voto 7) in cui la bella lolita di turno, sola in casa, adesca l’idraulico per abbandonarsi poi a scene d’amore condite da battutacce a doppio e triplo senso. Questa drammatica vicenda di cronaca, praticamente, chiude un’epoca. Il marito violento, che è stato accusato di omicidio preterintenzionale, si è messo l’acqua dentro…

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Satyricus

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