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Ucraina, la telefonata tra Obama e Putin | Mosca: “Proteggeremo i nostri interessi”

La Russia non ha intenzione di cedere di un passo sulla questione Ucraina. I novanta minuti al telefono tra Vladimir Putin e Barack Obama non sono bastati: la Russia si riserva il diritto di proteggere i propri interessi in Ucraina. E la tensione tra Mosca e Washington continua a salire dopo il sì del parlamento russo all’invio di soldati in Crimea.

“Quindicimila soldati russi armati sono arrivati in Crimea“, è stata la denuncia dell’ambasciatore ucraino al Consiglio di Sicurezza Onu riunito per scongiurare la crisi. La risposta del collega russo è stata semplice: la Russia non ha ancora deciso di utilizzare le forze armate. Sopra le voci di guerra tuona Ban Ki-Moon, il segretario generale della Nazioni Unite: “Putin si impegni con urgenza in un dialogo diretto con le autorità di Kiev”.

L’incubo di un ritorno della guerra fredda passa dai contatti tra il presidente degli Stati Uniti e quello russo. La preoccupazione di Obama per un possibile intervento in Russia si concretizza nella frase: “Ogni intervento militare in Ucraina avrà un costo”, seguita dalla minaccia reale: “Le continue violazioni del diritto internazionale causeranno un grande isolamento politico ed economico”.

Putin però decide di tirare dritto, senza preoccuparsi della possibile fuga di massa dal G8 di Sochi e soprattutto senza tenere conto dell’Ucraina stessa. Dopo i giorni di vera e propria guerra civile a Kiev, la fuga del presidente deposto Yanukovich e la presentazione del possibile nuovo governo, il paese non vuole un’invasione russa e lo rende chiaro con le parole del presidente ad interim Turchinov: “Se la Russia interviene, è guerra”.

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Alessia Bellomo

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Alessia Bellomo
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