Il Consorzio del Grana Padano contro “Beautiful”| Commento denigratorio durante un episodio

di Redazione

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Il Consorzio del Grana Padano contro “Beautiful”| Commento denigratorio durante un episodio

| martedì 24 Maggio 2016 - 10:03

Il Consorzio del Grana Padano contro la casa di produzione della soap opera “Beautiful” per un commento denigratorio.

In un episodio andato in onda su Canale 5 il 28 aprile scorso, uno dei personaggi, Charile Webber, che nella soap è il compagno della sorella di Stephanie Forrester, dice con aria disguastata: “Oh, no, ho comprato il Grana Padano. Vado a comprare il Parmigiano Reggiano”.

Subito è scattata l’indignazione del consorzio che prima di denunciare la soap, ha fatto un preventivo controllo con Mediaset, per verificare che non ci fossero stati errori di traduzione. Una volta appurato che la frase era proprio quella, il Consorzio ha deciso di coinvolgere i propri legali per capire come procedere dato che a loro avviso quella scena danneggia l’immagine del Grano Padano nel mondo.

“Ci è sembrano un brutto scivolone, per di più gratuito e senza fondamento — spiega Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano — e che ci arriva per giunta da un mercato, quello americano che è il secondo punto di approdo mondiale del nostro prodotto, dopo la Germania”.

“Anche i nostri creativi pubblicitari — prosegue Stefano Berni — ci confermano che il comportamento degli sceneggiatori ha violato le regole sulla pubblicità in vigore negli Usa: dal tono e dall’atteggiamento dell’attore traspare un atteggiamento spregiativo. Ma il problema è che tanto il Grana quanto Beautiful sono due prodotti globali: non vengono distribuiti solo in America, ma in una gran quantità di paesi e dunque il danno che possiamo aver subito è esteso, il consumatori raggiunti potenzialmente da quel messaggio negativo sono centinaia di milioni. E di conseguenza valuteremo il danno quando arriverà il momento opportuno. Per ora non abbiamo avanzato richieste”.

 

“Valuteremo il danno a momento debito – conclude Berni – Per ora non abbiamo avanzato richieste di risarcimento. In ogni caso proporrò al Consiglio di Amministrazione, che sicuramente accetterà con entusiasmo, di devolvere parte di quanto ci verrà riconosciuto per sostenere, attraverso la Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus, l’attività dell’ospedale pediatrico Saint Damien di Haiti, che da tempo seguiamo e al quale abbiamo dedicato anche la produzione delle 324 forme realizzate nel caseificio allestito durante Expo 2015. Da uno spiacevole episodio come questo, magari, riusciremo a far nascere qualcosa di buono, in una terra come Haiti che, purtroppo, di buono vede ben poco”.

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