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Patologie neonatali

“Sindrome del bambino scosso”: in Italia il primo spot informativo

di . Categoria: Salute

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Arriva la prima campagna nazionale di sensibilizzazione sulla sindrome del bambino scosso. La campagna, ideata dall’associazione no profit Terre des Hommes, mira a far conoscere e a prevenire una patologia ancora poco conosciuta in Italia. La campagna si compone di un sito ufficiale di informazione non scuoterlo.it e di uno spot tv che vede come protagonista l’attore Alessandro Preziosi. La sindrome, secondo i dati di Terre des Hommes, causa gravi danni a 30 bambini ogni 100mila nati in un anno negli USA.

Ma cos’è la Shaken Baby Sindrome e quali sono i rischi?

Dalla nascita fino ai 18 mesi di vita, il neonato tende a piangere in maniera quasi inconsolabile raggiungendo il suo picco solitamente al 2° mese e in orario serale. Le urla continue spesso mettono a dura prova la pazienza dei genitori che, spinti da rabbia, nervosismo ed impotenza, prendono a scuotere energicamente il bambino convinti di riuscire a calmarlo. In realtà il bambino, non solo si agiterà di più, ma potrebbe risentire dei movimenti sussultori continui.

Le conseguenze possono essere molto gravi e causare la morte del neonato. Agitando il bambino, cranio e cervello in esso contenuto subiscono un processo di accelerazione e decelerazione innaturale che causa danni meccanici a neuroni e vasi sanguigni. Questo tipo di alterazioni possono causare difficoltà nella respirazione, emorragie cerebrali e oculari e danneggiare il sistema nervoso. Atrofia, rigidità, convulsioni e deficit dell’attenzione sono i primi campanelli di allarme che inducono alla diagnosi della sindrome del bambino scosso. E’ fondamentale che venga individuata per tempo per non causare la morte del bambino.

In Italia

In Italia la sindrome del bambino scosso è ancora poco conosciuta. La campagna di Terre des Hommes ha l’obiettivo di informare sulle conseguenze gravissime che può avere un gesto all’apparenza banale e innocuo. Ma è importante che soprattutto i genitori comprendano che esistono dei modi alternativi allo scuotere un neonato per calmarlo e che è possibile chiedere aiuto.

 

9 novembre 2017

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