Gaber è vivo e suona assieme a noi

di Redazione

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Gaber è vivo e suona assieme a noi

| lunedì 12 Novembre 2012 - 16:39

Giorgio Gaber

Un fratello maggiore, di quelli che nell’adolescenza danno ordine alle mille idee che una mente in formazione accoglie.

 

Di quelli che tu ascolti senza essere visto, di quelli che si fanno ascoltare anche quando non parlano con te. Un fratello maggiore più che un padre spirituale. Questo è stato Gaber per quelle migliaia di anime inquiete che avevano smarrito la direzione e che nei decenni successivi ai ’70 hanno cercato parole di conforto e la giusta maniera di affrontare un mondo che non le ha mai conquistate.

 

Gaber non c’è più da dieci anni ma non per noi che apparteniamo a quel gruppo di anime perse. Nelle nostre teste continua ad esistere, esistono le sue parole, le sue rabbiose invettive che il tempo non riesce a scalfire, la sua malinconica ironia che invecchia come in una botte di rovere e quando la gusti ne scopri sfumature sempre nuove.
La Fondazione che detiene e cura il suo patrimonio artistico ha voluto celebrare i primi dieci anni senza di lui con un triplo cd (che in versione deluxe contiene anche bonus track, un libro e un dvd) che racchiude un pezzo consistente della sua produzione reinterpretata da diversi big della musica italiana, da Celentano a Baglioni, da Battiato a Dalla, da Jannacci a Cammariere, da Jovanotti a Fossati, da Ranieri a Vecchioni. E poi la nouvelle vogue rappresentata da J-Ax, Sangiorgi e Negramaro, Noemi, Emma, Mengoni (che non ha resistito alla tentazione ed ha fatto uscire prima della presentazione ufficiale il video di “Destra/sinistra”).

Tre le chicche: Patti Smith alle prese con “Io come persona” (1992), Mina che (solo nella versione deluxe) si diverte con “Shampoo” e Renato Zero con una poesia inedita.
Il cd, che ha come titolo “Io ci sono”, verso finale del brano “Io come persona”, si apre con il duetto tra Gaber e Celentano registrato nel 2001 che ripropongono il primo pezzo inciso dall’artista milanese (non ci riferiamo a Cementano, of corse…) “Ciao ti dirò”.

Commovente “Illogica allegria” che uno straordinario Ivano Fossati ci restituisce in puro stile gaberiano, originale “Si può” nei tempi frenetici di Jovanotti, iconografica la versione di “Qualcuno era comunista” recitata da Ligabue. Niente male -per lo sforzo creativo- i tentativi di Cammariere e J-Ax di dare nuova luce a “Due donne” e “Eppure sembra un uomo”.
Noi fratelli di Gaber siamo già in fila alla cassa. Sarà lui – che ha sempre applicato il prezzo politico- ad incazzarsi del costo al posto nostro…

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