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PALERMO, 31 GENNAIO 2013 – Sembrava tutto risolto: Crocetta e Bianchi erano tornati dalle loro rispettive missioni a Bruxelles e a Roma annunciando “una pioggia di milioni europei sulla Sicilia”. “Come mai, quindi – si chiede Francesco Cascio, presidente della Commissione Ue dell’Assemblea regionale siciliana – ci ritroviamo ancora oggi a temere di perdere i finanziamenti dell’Unione europea? Forse Crocetta farebbe bene a occuparsi più del suo ruolo di presidente che non del suo ruolo di capo partito”.

 

È vero che è a rischio anche la programmazione economica del Dpef 2013/2017?

Assolutamente no. Il Dpef attualmente in esame all’Assemblea regionale siciliana non c’entra nulla. I fondi che destano preoccupazione sono i 257 milioni di euro che, tra il 2002 e il 2006, la Sicilia ha speso per la Formazione, anticipando un finanziamento che l’Unione europea aveva garantito e poi non ha sbloccato. Il governo Crocetta dovrebbe informarsi e dare delle spiegazioni a tutti noi sulle ragioni per cui ancora, ad oggi, questi soldi non sono stati erogati. Poi, c’è il nodo di quei 4,4 miliardi di euro del Po-Fesr. Bruxelles aveva contestato il piano di spesa del governo regionale precedente, ma l’attuale governatore aveva annunciato di aver risolto tutti i problemi. Ecco perché il Parlamento regionale ha convocato il presidente in Aula per mercoledì 6 febbraio per comunicazioni urgenti su questo tema.

 

La campagna elettorale sta creando dei rapporti di forza su questi fondi europei?
Ne parlano tutti. Tutti sanno come stanno le cose. Tutti li usano per i loro proclami. Io sono convinto che questo sia un tema molto delicato per lo sviluppo della Sicilia. Se usati nel modo corretto, questi finanziamenti europei possono attenuare il disagio dei siciliani causato dalla crisi economica. La Sicilia, infatti, attualmente, non dispone di risorse proprie, quindi serve una seria programmazione della spesa. Noi, come Commissione, svolgeremo al di là dei colori di partito, il nostro compito ispettivo e propositivo.