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DIETA: Bambini italiani più obesi d’Europa. La guida dell’esperto per combattere le cattive abitudini

di Redazione

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DIETA: Bambini italiani più obesi d’Europa. La guida dell’esperto per combattere le cattive abitudini

| venerdì 26 Aprile 2013 - 21:08

bambini obesi

PALERMO, 27 APRILE 2013 – Lo studio è la principale attività dei bambini in età scolare. E lo studio richiede lucidità e concentrazione. “Attività” che provocano un certo dispendio di energia. Ma le richieste energetiche di un bambino di 6 anni e di un adolescente di 14 sono molto diverse. Ecco perché è bene sapere che tipo di educazione alimentare impartire ai propri figli.

 

Sarebbe bene, inoltre, che lo studio fosse da subito affiancato da una discreta attività sportiva. Ma spesso questo non accade, soprattutto in Italia, e infatti una ricerca svolta sull’intera popolazione europea ha messo in evidenza che i bambini italiani risultano i più obesi d’Europa e che questo dato è agevolato dall’assenza di pratica sportiva. Se a questi dati aggiungiamo anche il marcato appetito degli adolescenti con gusti accentuati per gli alimenti ad elevata concentrazione calorica, come quelli generalmente consumati nei fast-food (hamburger e patatine fritte), tutto questo si traduce in: aumento di peso, diabete, carie, anemie, allergie ed intolleranze alimentari, ritardi della crescita, alterazioni ormonali, diminuzione della concentrazione.

 

È importante, quindi, prestare attenzione ad aumenti eccessivi di peso. L’aumento di peso, oltre a comportare l’esordio di note patologie (obesità, diabete, cardiopatie, ecc), in queste fasce d’età può ritardare la crescita in altezza. Un bambino in sovrappeso avrà maggiori difficoltà ad elevare la sua statura, durante la pubertà, rispetto ad un altro normopeso. Gli scompensi ormonali, determinati da un eccesso di adipe (attività estrogenica accentuata), specialmente nei maschi, si traduce in ritardato sviluppo degli organi genitali e comparsa di caratteristiche femminili quali le mammelle.

 

La ricerca continua di cibi ricchi di zuccheri può favorire, inoltre, la comparsa di carie dentaria. Anche in questo caso, oltre ad una corretta igiene orale, una parte importante della prevenzione è di natura alimentare; le raccomandazioni, infatti, devono essere tese alla riduzione del consumo di zuccheri liberi e all’attuazione di una profilassi con fluoro nei bambini. Nelle nazioni europee industrializzate, la percentuale di bambini con almeno un dente cariato è del 68 per cento tra gli 8 e 9 anni e dell’85 per cento tra i 13 e i 14 anni.

 

Leandro Carollo

 

Possiamo facilmente identificare alcuni comportamenti a rischio e alcune abitudini alimentari scorrette dei nostri figli: tendono alla sedentarietà e al consumo di “snack” e “fuori pasto” raffinati e manipolati; sentono spesso il bisogno di “masticare e sgranocchiare”; mangiano, regolarmente, guardando la Tv o mentre studiano; fanno abbondante uso di caramelle e chewing gum; mangiano con avidità.

 

In conclusione, possiamo affermare che l’intervento nutrizionale deve essere mirato sia alla prevenzione dei rischi fin qui elencati, sia a fornire l’adeguata energia utile nell’impegno sia fisico che mentale necessaria in queste fasce d’età.

 

La razione giornaliera, che include un consumo d’acqua almeno di 1 litro e mezzo al giorno, deve essere suddivisa in almeno cinque momenti.

 

– La colazione, che deve essere a base di latte, per favorire le riserve di calcio necessarie alla formazione di ossa e denti; cereali, importanti per rilasciare energia durante le ore successive; e deve contenere anche una piccola quantità d’energia di pronto assorbimento come lo zucchero o la marmellata.

 

– Uno spuntino di metà mattina, che dovrebbe essere a base di frutta, poiché questa continua a fornire energia ed evita che gli studenti non si deconcentrino o si possano appesantire utilizzando le merendine.

 

– Il pranzo deve essere a base di carboidrati (modello mediterraneo), un secondo, un contorno e della frutta.

– Lo spuntino pomeridiano deve poter permettere il proseguimento della concentrazione per poter studiare e quindi deve essere energetico ma non troppo, come della frutta, crostate o piccole quantità di cioccolata (che ha effetti simili al caffè).

 

– La cena deve contenere un buon quantitativo proteico, poiché, non ce lo scordiamo in questo periodo ci troviamo nel massimo periodo di crescita delle strutture muscolari che sono per l’appunto avide di proteine. Tali proteine è utile variarle continuamente, cioè sia di origine animale che vegetale, per evitare di introdurre grassi in eccesso. Bisogna somministrare anche piccole quote di carboidrati, per il recupero energetico ed inoltre necessarie a garantire energia adeguata durante il sonno. Frutta e verdure non devono mancare per fornire fibre e vitamine indispensabili per l’accrescimento.

 

* dietista, consigliere regionale dell’Associazione Italiana di dietologia e nutrizione clinica 

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