Finanziaria, alla fine la Tabella H. Partiti in cerca di un accordo

di Redazione

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Finanziaria, alla fine la Tabella H. Partiti in cerca di un accordo

| lunedì 29 Aprile 2013 - 11:54

Sala d'Ercole

PALERMO, 30 APRILE 2013 – A Sala d’Ercole (foto di Angelo Modesto) procede l’esame della Finanziaria, nella lunga maratona che deve concludersi entro stanotte, pena il commissariamento. E mentre i partiti cercano un accordo sugli enti da inserire in una simil Tabella H, la maggioranza frana di nuovo. E stavolta per una lite, dai toni veramente alti, tra i due presidenti Ardizzone e Crocetta.

 

Quando sono passate ormai quasi quattro ore dall’ennesima sospensione della seduta, un evidentemente irritato Ardizzone entra in Aula e si scusa del ritardo, accusando il Governo di non aver consegnato “le tabelle”, ma soltanto “una decina di emendamenti tratti da un malloppo più ampio. Non appartiene al governo il potere di decidere quali emendamenti trattare – rimprovera il presidente dell’Ars – si tratta di una prerogativa di questa presidenza”.

 

E poi lancia un’accusa ancora più pesante: Ardizzone riferisce di “trattative” con i deputati. “È inaccettabile”, dice.

 

Ma quando, poi, le tabelle arrivano in Aula, Crocetta non riesce a nascondere la rabbia e si sfoga tutto d’un fiato: “Non consento a nessuno – praticamente urla – che mi si accusi di trattative segrete. Ho avuto una condotta trasparente. E poi parlare con i deputati è un diritto”.

 

Conclusione: un nuovo stop.

 

Ma tutto passa in fretta quando le lancette sono inesorabili e così, tra abbracci e baci immortalati dalla stampa, i due hanno ritrovato l’armonia.

 

Era, comunque, prevedibile che il momento di stilare una simil tabella H, ovvero la lista di enti a cui la Regione destinerà un finanziamento, sarebbe stato il più complicato, poichè si tratta del punto su cui maggiormente i partiti tendono a far valere i propri interessi e quelli dei propri elettori.

 

Il Parlamento regionale, nel pomeriggio, dopo aver risolto la vicenda della ex Social Trinacria onlus, ha approvato due norme rilevanti nel settore Ambiente: l’articolo che prevede uno stanziamento di 31 milioni di euro per i dissalatori e quello che crea un fondo da 300 mila euro per risolvere alcuni dei danni causati ad aziende agricole e zootecniche dall’inquinamento da diossina proveniente dalla discarica di Bellolampo. Un milione di euro, invece, sarà finanziato ai Comuni danneggiati dalle eruzioni dell’Etna.

 

Approvate, invece, dopo la ripresa dei lavori questa mattina, due norme molto attese dai parlamentari regionali: riduzione delle auto blu e tagli degli stipendi per i manager della sanità. Inoltre, grazie a un emendamento del Pd, l’Ars ha approvato la proroga fino al 31 luglio dei contratti dei precari degli enti locali che hanno già superato il decimo anno di attività.

 

“In questo modo – ha detto il capogruppo del Pd, Baldo Gucciardi – si garantisce uniformità di trattamento per il bacino dei precari contrattualizzati, in attesa che entro la fine di luglio la questione sia decisa a livello nazionale”.

 

Altro obiettivo centrato, in base all’articolo 18 della Finanziaria, la riforma delle auto blu, che da oggi potranno essere utilizzate soltanto dal governatore siciliano e dagli assessori regionali. Tutte le altre auto di servizio saranno in car sharing e non potranno superare i 1.300 cc di cilindrata.

 

“Sono soddisfatto. Finalmente – ha detto Giancarlo Cancelleri, capogruppo del Movimento 5 Stelle – diventiamo una regione all’avanguardia con le auto di rappresentenza soltanto per il Presidente della Regione siciliana e per gli assessori, mentre tutti gli altri, tra cui i dirigenti, avranno l’auto in car sharing e solo quando ne hanno bisogno e non 24 ore su 24″.

 

L’Ars ha, inoltre, approvato il taglio agli stipendi dei manager della sanità del 10 per cento. La riduzione riguarda i compensi da corrispondere ai direttori generali, ai direttori amministrativi, ai direttori sanitari delle aziende sanitarie provinciali, delle aziende ospedaliere, delle aziende ospedaliere universitarie, del centro della formazione permanente e l’aggiornamento del personale del settore sanitario (Cefpas), dell’Istituto zooprofilattico sperimentale e l’Irccs “Bonino Pulejo” di Messina con sede in Sicilia.

 

Confermata anche la riduzione del personale comandato in servizio presso gli assessorati all’Economia, alla Salute e all’Energia.

 

Obiettivi importanti conseguiti in apertura dei lavori dopo che in nottata la Finanziaria era stata stoppata all’una e mezza di notte in un clima pesantissimoIl solito spettacolo deprimente, giustificato solo in parte dalla stanchezza per un tour de force che non ha proprio senso, con i deputati che ormai da giorni – tra Aula e commissioni – cercano di far quadrare i conti.

 

Ancora una volta l’approvazione arriverà all’ultimo giorno utile e ancora una volta lascerà uno strascico polemico che avrà certamente conseguenze nei rapporti politici futuri.

 

La rottura era arrivata a tardissima ora per l’approvazione di una norma che prevede la destinazione di 700 mila euro di spesa per il Comando dei Vigili Urbani di Messina. Un emendamento evidentemente fuori dagli accordi presi all’interno della maggioranza.

 

Crocetta ha rinfacciato agli alleati dell’Udc e del Pd di non sapere gestire i propri deputati e che ognuno fa quello che vuole. Nicola D’Agostino, catanese, attacca la presidenza di Ardizzone per non avere gestito i lavori con autorevolezza. Ardizzone sospende la seduta. Tutti a casa con gli animi surriscaldati e con qualche sassolino nella scarpa ancora da togliere.

 

È normale, di fronte a simili scenari, che il solco tra la classe politica e la gente comune sia sempre più profondo. Specie se la situazione, come quella siciliana, è in pericolosa ebollizione. 

  

Una maratona che aveva preso il via, già ieri, in un contesto di tensione con migliaia di manifestanti sotto Palazzo dei Normanni, tutti lì per sostenere la propria causa e cercare di fare pressione.

Fra i manifestanti, c’erano ieri i lavoratori della formazione professionale e sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil che si sono sono incatenati per protestare contro un nuovo rinvio dell’incontro col governo regionale per la ratifica dell’accordo raggiunto l’altro ieri sui tre settori della formazione professionale e sull’avvio delle procedure di finanziamento della seconda annualità del piano dell’offerta formativa.

 

Una protesta che aveva infastidito il governatore Crocetta e l’assessore Nelli Scilabra. “Non si comprendono – hanno detto – le ragioni della mobilitazione, non sussistendo alcun pericolo per i livelli occupazionali. Il governo ritiene che buona parte dell’Avviso 20 possa essere ricondotto all’interno delle procedure previste per l’approvazione del piano giovani, mentre un’altra parte probabilmente dovrà essere rivista, poichè non adattabile”.

 

L‘approvazione del bilancio interno dell’Ars era andata in porto senza eccessivi problemi.

 

Ardizzone guarda al quadro politico nazionale per spronare l’assemblea: “La rielezione del presidente Napolitano – ha detto – e le intenzioni preannunciate dal nuovo governo vanno già, a mio avviso, in questa direzione. Anche il Parlamento siciliano è chiamato a svolgere il suo ruolo con responsabilità e senso del dovere”.

Il presidente non nasconde di puntare ad una “legge snella”: “Solo così potremo iniziare a rimettere in moto un circuito virtuoso che rilanci subito l’economia dell’Isola, attragga investimenti, e crei nuove opportunità di lavoro, salvaguardando i livelli occupazionali esistenti”. Proprio in quest’ottica, ha comunicato di avere stralciato alcuni provvedimenti “incompatibili”, come la soppressione di Ciapi e Iacp e la stabilizzazione di una sessantina di lavoratori Italtel e Sirap. 

  

Il Bilancio è arrivato al traguardo senza troppi intoppi e sta aspettando il voto finale che dovrà arrivare contestualmente a quello sulla Finanziaria. All’interno del Bilancio regionale 10 milioni di euro sono stati assegnati all’Ast, l’azienda di trasporto pubblico. “L’Ast è un ente pubblico che non si può non garantire – ha detto il presidente della Regione – perché la questione del trasporto pubblico è strategica. Dovremmo affrontare la questione, riformando la materia”.

 

Nodo fondamentale della discussione sulla Finanziaria è stata la questione relativa ai laboratori di analisi, che dovranno restituire le somme in più che la Regione ha pagato in base a un vecchio tariffario, circa 140 milioni. Decisione inevitabile, dopo il pronunciamento del Cga, che però scatenerà parecchie proteste. 

 

L’esame della legge Finanziaria procede lentamente, anche a causa dei numerosi emendamenti presentati. Il presidente Ardizzone ha fatto approvare a Sala d’Ercole prima tutti gli articoli senza emendamenti, per poi tornare ad affrontare gli altri articoli della norma. Tre sono, invece, gli articoli stralciati ieri sera. Si tratta dell’articolo 11, sul Consorzio Autostrade Siciliane, dell’articolo 13, disposizioni in favore dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, e dell’articolo 26, sulla soppressione del Ciapi di Palermo.

 

 

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