Crocetta e le dimissioni di Polizzotto. Ma è davvero colpa della stampa?

di Redazione

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Crocetta e le dimissioni di Polizzotto. Ma è davvero colpa della stampa?

| giovedì 27 Giugno 2013 - 19:33

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PALERMO, 28 GIUGNO 2013 – Martedì 25 giugno: Stefano Polizzotto, il capo della segreteria tecnica di Crocetta, verso il rinvio a giudizio per presunti reati di truffa e abuso d’ufficio, una storia su cui la magistratura indaga da un anno. Giovedì 27 giugno: prima della conferenza di Crocetta si materializza la voce, Polizzotto si è dimesso.

 

C’è appena il tempo di pensare che è un bel gesto di trasparenza (volontario o indotto poco importa) che nobilita l’uomo e il Governatore che lo ha scelto. Invece no. Le dimissioni dall’incarico di capo della segreteria tecnica hanno altre motivazioni. E diverse sfaccettature.

 

Primo flash: “Voglio tornare a fare l’avvocato” dice Polizzotto. E fin qui nulla da dire: è il suo mestiere, avrà ritenuto più utile tornare sulle proprie scelte.

 

Secondo flash: “Non voglio più dare la possibilità ai giornalisti di attaccare la mia professionalità”. Ahi, cominciano le colpe della stampa. Quali giornalisti e quale professionalità non è stato specificato.

 

Terzo flash: “Si è stufato di essere il tiro al bersaglio di un giornalismo che lavora molto di fantasia. Le indagini non c’entrano niente”. Questa volta a parlare è Rosario Crocetta, con il tono indignato della lesa maestà. E le cose si complicano perché se non c’entrano niente le indagini – che già non sarebbe poco – non si capisce nemmeno a quale “fantasia” giornalistica si faccia riferimento.

 

Quarto flash: “Stante che l’incarico di Capo della segreteria tecnica comporta un impegno oltremodo gravoso che non mi consente di svolgere adeguatamente la professione di avvocato ho ritenuto di rinunciare al prestigioso incarico”. Questa volta Polizzotto parla attraverso un comunicato inviato dalla casella di posta elettronica d’ufficio della segreteria tecnica del presidente della Regione. E viene da dire: bella scoperta, certo che l’impegno è gravoso, mica sta facendo il capo condominio.

 

Figurarsi se poi uno pensa di svolgere questo ruolo insieme alla professione di avvocato. Anche perché Polizzotto ha fatto uno e l’altro con intensità, rischiando – come minimo – il conflitto d’interesse proprio perché, “essendo molto bravo” (parole e musica dello stesso Polizzotto), i campi di interesse professionale sono molto vasti.

 

La cosa che sorprende è che, come spesso capita, la colpa di tutto (o molto) di quello che non va come si vorrebbe viene addossata alla stampa. Dimenticando magari che il presidente Crocetta ha goduto – complessivamente – di ottima stampa. Roba che Lombardo, per citare l’ultimo predecessore, sarà corroso dall’invidia.

 

Crocetta, del resto, è un buon comunicatore di se stesso, è riuscito a “bucare” anche sui media nazionali con gli argomenti tanto cari dell’antimafia, del risparmio e della trasparenza, si è perfino concesso il “lusso” di rinunciare in blocco all’ufficio stampa della Presidenza della Regione (qualunque esso sia, lo diciamo per evitare la facile contestazione su presunti conflitti d’interesse) che avrebbe avuto il compito di divulgare l’attività amministrativa della Regione. Che poi è anche questo un fatto di trasparenza.

 

Una scelta, questa, che ha provocato l’ennesimo comunicato di diffida dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Associazione siciliana della Stampa.

 

P.S. Anche la puntualità è un valore. Pur comprendendo tutti i gravosi impegni che incombono su un presidente della Regione, non è possibile che quasi tutte le conferenze stampa a palazzo d’Orleans debbano cominciare con almeno un’ora di ritardo. Anche i giornalisti, i fotografi e i cineoperatori, nel loro piccolo, hanno un lavoro da svolgere.

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