Sanità pubblica, sciopero dei medici: in Sicilia aderiscono in 14 mila

di Redazione

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Sanità pubblica, sciopero dei medici: in Sicilia aderiscono in 14 mila

| domenica 21 Luglio 2013 - 17:10

ospedale-corsia

PALERMO, 22 LUGLIO 2013 – I medici del servizio sanitario nazionale incrociano oggi le braccia in tutta Italia. E anche in Sicilia si prevedono disagi per pazienti e familiari.

 

In Sicilia si prevede un’adesione massiccia fra i ventimila lavoratori del comparto: numeri altissimi, circa il 70 per cento dei medici ha già annunciato la propra partecipazione, si tratta di circa 14 mila camici bianchi. A rischio interventi chirurgici, visite ed esami diagnostici negli ospedali e nei presidi territoriali. “La manifestazione è unitaria – spiega Renato Costa segretario regionale della Cgil Medici – , ecco perchè questa alta percentuale di adesione. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali e le emergenze”.

 

La protesta riguarda innanzitutto il rinnovo del contratto di lavoro, fermo da quattro anni. E il Governo vorrebbe prorogare il blocco per altri due anni. “Abbiamo già fatto la nostra parte – aggiunge Costa – non possiamo accettare un altro rinvio. Ad oggi il mancato rinnovo è costato, in media, circa 25 mila euro ad ogni medico. L’ultima proposta riguardava aggiustamenti normativi e non econimici, ma non possiamo più acconsentire”.

 

La vertenza è resa ancora più complicata dai continui tagli alla sanità. Ma sul piatto delle richieste c’è anche la difesa della sanità pubblica, la stabilizzazione dei precari (circa 10 mila in tutta Italia), una legge specifica che disciplini la responsabilità professionale, le progressioni di carriera “sottratte alla politica”.

 

I medici sciopereranno per quattro ore, all’inizio di ogni turno, la fascia più a rischio è quella dalle 8 alle 12. In mattinata a Roma è previsto anche un sit-in in camice bianco davanti al Ministero dell’Economia.

 

A protestare saranno anche i veterinari: stop dunque alla macellazione degli animali e ai controlli nei mercati ittici ed ortofrutticoli.

 

Un appello ai medici e alle aziende sanitarie è stato lanciato dal Tribunale dei Diritti del Malato affinchè le prestazioni di diagnostica, specialistica e di day surgery non effettuate oggi siano riprogrammate entro i prossimi 7 giorni e gli interventi che non saranno svolti siano effettuati entro 15 giorni.

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