Un confidente racconta: “È arrivato l’esplosivo”. Rafforzata la scorta al pm Nino Di Matteo

di Redazione

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Un confidente racconta: “È arrivato l’esplosivo”. Rafforzata la scorta al pm Nino Di Matteo

| giovedì 25 Luglio 2013 - 08:44

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PALERMO, 25 LUGLIO 2013 – Cosa nostra starebbe organizzando un attentato a Palermo, dove sarebbero già arrivati 15 chili di esplosivo. È quanto avrebbe detto circa un mese fa agli investigatori un confidente legato al traffico di droga e ritenuto abbastanza attendibile.

 

L’uomo non avrebbe fatto nomi, ma il maggiore indiziato – come riportano oggi alcuni quotidiani – è il pm Nino Di Matteo, al quale è stata rafforzata la scorta, con l’aggiunta di tre carabinieri del Gis, il Gruppo intervento speciale. Di Matteo, con altri tre colleghi, rappresenta l’accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia ed è sotto procedimento disciplinare per aver confermato in un’intervista l’esistenza delle intercettazioni telefoniche tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino.

 

Tante le manifestazione di solidarietà giunte a Di Matteo.

“Siamo vicini a Nino Di Matteo – dice Leoluca Orlando – e lo siamo non solo per dovere istituzionale e con gli atti dell’Amministrazione comunale che si è costituita parte civile nel processo per la trattativa fra Stato e mafia”.

 

 

”Siamo vicini a Nino Di Matteo anche e soprattutto – conclude il sindaco – per il dovere morale di essere accanto a quel pezzo dello Stato che a gran voce, con coraggio e professionalità, sta facendo di tutto per dire basta a quella parte delle istituzioni che hanno avuto il volto della mafia”. 

 

“Il silenzio, l’isolamento, il mancato appoggio incondizionato – ha commentato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone – possono rappresentare, infatti, una minaccia ancora più pericolosa di quella della mafia militare. Lo Stato, la politica e la società civile hanno il dovere di non lasciare solo il dottor Di Matteo. Facendo tesoro dell’esperienza della storia siciliana, chiedo il massimo impegno per la sua sicurezza e degli altri magistrati a rischio”.

 

“Il mancato potenziamento del 416 ter – ha dichiatato  Antonio Ingroia, ex collega di Di Matteo alla Procura di Palermo e presidente di Azione Civile – lascia i magistrati da soli. Per questo voglio esprimere la mia solidarietà a Nino Di Matteo; perché, nonostante l’atto dovuto del rafforzamento della scorta si capisca che il vero sostegno a chi lotta per sconfiggere la mafia si dà con la politica, non con l’isolamento”. 

 

”L’Anm, in relazione alle nuove notizie di stampa sui progetti di attentato contro il sostituto procuratore Nino Di Matteo, esprime vicinanza al collega e a tutti i magistrati che affrontano il lavoro quotidiano con abnegazione e anche a rischio dell’incolumità personale, senza deflettere dall’impegno di ricerca della verità e di difesa della legalità”. Lo scrive in una nota l’Associazione nazionale magistrati.

 

 

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