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L’importanza d’essere testa di serie|Al Mundial ’86 non servì

di Redazione

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L’importanza d’essere testa di serie|Al Mundial ’86 non servì

| giovedì 17 Ottobre 2013 - 14:17
L’importanza d’essere testa di serie|Al Mundial ’86 non servì

Testa di serie di si, testa di serie no. Alla luce del sofferto pareggio contro l’Armenia, nell’ultimo turno di gare per qualificarsi al mondiale brasiliano, la nazionale azzurra di Cesare Prandelli s’interroga sulla mancata opportunità d’aver raggiunto uno degli otto posti fra le migliori nel ranking Fifa. Bastava vincere con i modesti armeni per guadagnarsi un gironcino tutto sommato abbordabile invece adesso Balotelli e soci se la dovranno vedere con uno fra Neymar, Messi, Falcao o Cavani.

Le otto teste di serie, con l’unica eccezione di Uruguay e Olanda che si giocano l’ultimo posto in palio sul filo di lana, vedono il meglio del calcio mondiale con Brasile (paese ospitante), Spagna, Argentina, Germania, Belgio, Svizzera e Colombia che si troveranno nella prima urna il 6 dicembre a Salvador de Bahia. Gli azzurri invece, per un’inezia in fatto di decimi di punto nella classifica mondiale, si troveranno in seconda fascia con il rischio concreto di disputare la gara inaugurale del torneo, il prossimo 12 giugno a San Paolo, proprio contro i verdeoro in un revival della recente semifinale di Confederations Cup terminata col punteggio di 3-2 per la formazione di Felipe Scolari.

Non solo Brasile ovviamente. Concreta è la possibilità d’incrociare anche la Spagna di Vicente del Bosque che negli ultimi anni, soprattutto nelle edizioni degli Europei, ha incarnato meglio il ruolo di bestia nera della nazionale italiana. Come dimenticare infatti la cocente sconfitta per 4-0 inflitta dalle ‘Furie rosse’ in quel di Kiev nell’ultima finale europea e le lacrime di Mario Balotelli, tra i migliori bomber del torneo.

A remare contro gli azzurri c’è però anche la storia. Dal 1974 ad oggi infatti solo una nazione ha raggiunto l’alloro mondiale partendo dalla seconda fascia. Si tratta dell’Argentina di Diego Armando Maradona che, nel Mundial dell’86 in Messico, si aggiudicò la Coppa del Mondo battendo qualsiasi pronostico. Il paragone con la nostra nazionale non è certo di poco conto anche se i parallelismi, vedi il paragone proprio fra il Pibe de Oro e Balotelli, fanno ben sperare.

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