La Lega Nord e la gestione dei fondi | Bragantini: “Codice etico per le sovvenzioni”

di Domenico Giardina

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La Lega Nord e la gestione dei fondi | Bragantini: “Codice etico per le sovvenzioni”

| giovedì 17 Ottobre 2013 - 18:27
La Lega Nord e la gestione dei fondi | Bragantini: “Codice etico per le sovvenzioni”

Matteo Bragantini, vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati, è stato il parlamentare che ha seguito più da vicino l’iter della nuova legge sul finanziamento ai partiti. Quindi conosce bene la materia in questione.

Un partito fortemente radicato sul territorio come il vostro, accetterebbe ugualmente un grosso finanziamento proveniente, ad esempio, dal Meridione?

“Assolutamente sì. Siamo un movimento che qualsiasi cittadino italiano può sostenere e votare. Chiunque può scegliere di partecipare alla nostra vita politica e non poniamo limiti territoriali di sorta”.

Ma lei crede che la base storica della Lega, quella dei “duri e puri” che tiene ancora oggi in grande considerazione le istanze secessioniste, potrebbe mandar giù l’idea di un partito del Nord finanziato dal Sud?

“Dipende sempre dalle persone. Noi abbiamo tantissimi vecchi militanti di origine meridionale che son sempre stati attivisti senza alcun problema. A noi interessa soprattutto una cosa: la trasparenza del singolo. Vogliamo sapere per filo e per segno chi ci troviamo davanti. E’ sempre stato così”.

Allora come sceglierete i vostri finanziatori?

“Come è sempre stato fatto. Noi non vogliamo essere ricattabili e non accettiamo che qualcuno finanzi il nostro partito per suoi secondi fini personali”.

Avete previsto un codice etico?

“Il codice etico esiste già, insieme al nuovo statuto”.

La Lega Nord accetterà finanziamenti da persone condannate con sentenze passate in giudicato?

“Dipende dal tipo di reato. Se uno in gioventù è stato condannato per avere rubato una mela e trent’anni dopo, una volta scontata la sua pena, volesse partecipare e finanziare le nostre attività potrebbe farlo. Noi siamo a favore di sentenze rieducative e non concepiamo il fatto che una legge possa segnare una persona per tutta la vita. Contemporaneamente rimaniamo sensibili a certe tematiche. La Lega è stata uno dei tre partiti a votare a favore dell’emendamento che prevede che persone condannate per mafia o scambio elettorale politico-mafioso non possano finanziare nessun partito, e questo ci tengo particolarmente a sottolinearlo”.

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