Serie A, La Roma c’è | Chievo battuto, adesso è record CLASSIFICA

di Domenico Giardina

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Serie A, La Roma c’è | Chievo battuto, adesso è record CLASSIFICA

| mercoledì 30 Ottobre 2013 - 23:54
Serie A, La Roma c’è  | Chievo battuto, adesso è record CLASSIFICA

Uno squillo di Borriello e la Roma risponde “presente” all’appuntamento con la storia. Dopo le vittorie di Juve e Napoli, ci volevano i tre punti per tenere a distanza di sicurezza le dirette inseguitrici e soprattutto per centrare il record di vittorie consecutive. Adesso sono dieci. Giallorossi che si presentano in campo con la sorpresa Marquinho al posto di Florenzi per scardinare il muro dei “no pasaran” clivensi schierati a difendere risultato e panchina di Beppe Sannino, mai così traballante. E la diga regge, almeno per 67 minuti, fin quando il neo entrato Florenzi sveglia dal suo sonno autunnale un Borriello fin lì impalpabile, con un invito all’incornata che l’ex Milan trasforma in gol. 1-0, è sufficiente. La Roma c’è e si vede, anche senza Totti e Gervinho e anche il calendario è dalla sua. Avversari di nuovo a -5.

La decima giornata di serie A, comunque, contribuisce ad aumentare il divario tra le prime della classe e il resto del gruppo. Vincono Juventus e Napoli, non senza polemiche la seconda. La Fiorentina recrimina per un calcio di rigore apparso abbastanza netto e non concesso dall’arbitro Calvarese. La squadra di Montella ci prova come può a tener testa ai partenopei ma, al netto del bel gioco, che pure si è visto a fasi alterne, i viola sono ancora inferiori agli azzurri.  Sei punti adesso formano il distacco tra Juventus e Napoli, che salgono a 25, e Inter e Verona ferme a 19.

La Juventus ha la meglio con poca fatica su un Catania evanescente. Fortunati i bianconeri ad andare in vantaggio con un tiro di Vidal deviato. Da quel momento in poi è una serena discesa verso il 4-0 finale. Pirlo, Tevez e Bonucci passeggiano su una difesa etnea francamente imbarazzante. Non è di certo la Juve la squadra contro la quale trovare punti salvezza, ma un Catania così molle non si vedeva da anni.

A Firenze va di scena una partita molto combattuta per tutti i 90 minuti. Il Napoli riesce a gestire il match da grande squadra. A differenza degli anni passati non si scompone dopo il pareggio subito su rigore, trasformato da Rossi, e trova il goal della vittoria con una bella esecuzione di Mertens, ufficialmente una seconda linea, idealmente un titolare aggiunto, per qualità e quantità. La Fiorentina paga le assenze in difesa e in attacco e la forma precaria di alcuni titolari come Aquilani e Pasqual. Pepito Rossi cerca di dare la scossa e trascinare i suoi insieme a Cuadrado, ma la mancanza di Mario Gomez si sente eccome. Fermo restando che le proteste per il rigore non concesso nel finale per fallo di Inler su Cuadrado sembrano sacrosante. Invece Calvarese ha espulso il colombiano per simulazione. Ci saranno sicuramente strascichi nei prossimi due giorni.

A San Siro si festeggia il ritorno al goal di Kakà con la maglia del Milan. E nient’altro. Perché i rossoneri continuano a deludere, salvo alcune individualità isolate. Ed escono tra i fischi del Meazza che non apprezza la solita svogliatezza difensiva. Il goal del pareggio della Lazio nasce dal solito errore di posizionamento, stavolta di Zapata, che consente al difensore biancoceleste di staccare indisturbato. Il pareggio è sostanzialmente giusto anche se i rossoneri hanno fatto qualcosina in più. Ma Marchetti è stato impegnato poco. E prende forma un caso Balotelli. L’attaccante non segna da più di un mese e appare svogliato e poco propositivo. Allegri avrà una bella gatta da pelare.

Continua a sorprendere il Verona. Superata agevolmente una Sampdoria dalla rosa tecnicamente insufficiente per affrontare un campionato di serie A e ribadita la qualità del lavoro fatto da Mandorlini e dallo staff tecnico e dirigenziale. I gialloblu hanno trovato in Jorginho il regista del futuro. Giocatore completo, capace di inventare gioco, di interdire se la partita lo richiede, bravo nei calci piazzati e rigorista infallibile. Il brasilianino ha anche il passaporto italiano ed è convocabile, non avendo presenze nella nazionale maggiore brasiliana. Prandelli faccia un pensierino su di lui. Toni dimostra ancora di non essere un giocatore finito e di poter dire la sua in provincia. Mentre a Genova la panchina di Rossi comincia a traballare. Nonostante il cambio di modulo i problemi permangono.

Sull’altra sponda del Bisagno si sorride e si torna alla vittoria dopo la battuta d’arresto di domenica. Il Genoa vince una partita importantissima contro una diretta concorrente, nonostante il rigore sbagliato inizialmente da Gilardino che si fa ipnotizzare da Mirante. Il centravanti si fa perdonare nella ripresa e regala tre punti ai suoi.

In coda scoppiettante 3-3 tra Livorno e Torino. Continui rovesciamenti di fronte in una partita che ha fatto divertire ampiamente il pubblico dell’Ardenza. Vanno avanti i granata nel giro di 8 minuti con immobile e Glik, ben assistiti da Cerci. Il Livorno non demorde e va al riposo sul 2-2 grazie alla zampata di Paulinho e alla bella rete di greco. Ma il capolavoro arriva nella ripresa con il difensore brasiliano Emerson. Parte dalla difesa, salta due avversari in velocità e lascia partire un siluro che s’insacca all’incrocio da 40 metri. Sicuramente il goal più bello della giornata in attesa di Roma-Chievo. Il pareggio dei torinesi arriva con un rigore di Cerci a tre minuti dalla fine, concesso per un tocco di mano in area.

Torna a vincere il Bologna in casa del Cagliari con un netto 0-3. I rossoblu di casa rimangono negli spogliatoi e permettono a Pioli di tirrare un sospiro di sollievo. La squadra è matematicamente fuori dalle ultime tre e può gardare con maggior fiducia al prosieguo del campionato. Infine il  Sassuolo perde in casa contro l’Udinese, lanciata da un rigore di Di Natale. Zaza fa sognare un altro pareggio ai suoi tifosi ma l’illusione dura fino alla bellissima rete di Muriel. E i bianconeri si rilanciano in classifica.

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