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Tratta di bambini contesi | Blitz dei carabinieri, coinvolta anche un’ex atleta

di Redazione

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Tratta di bambini contesi | Blitz dei carabinieri, coinvolta anche un’ex atleta

| giovedì 31 Ottobre 2013 - 07:34
Tratta di bambini contesi | Blitz dei carabinieri, coinvolta anche un’ex atleta

I Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Carini, supportati da quelli del Gruppo di Palermo e dei Comandi Provinciali di Brescia e Trapani, stanno eseguendo diverse ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Palermo su richiesta dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia: i reati contestati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata al compimento di vari reati tra cui “tratta di persone” (art. 601 C.P.), “sequestro di persona” (Art. 605 C.P.) e “sottrazione e trattenimento di minore all’estero (Art. 574 bis C.P.). Il reato associativo è aggravato dal fatto che l’organizzazione era impegnata in attività criminali in più di uno Stato (art. 4 L. 146/2006).

Le indagini hanno consentito di individuare un’organizzazione operante in diversi Paesi del mondo (Tunisia, Cipro, Egitto, Libano, ecc.) dedita alla organizzazione di “recuperi” di minori contesi tra genitori di Paesi diversi, con la pianificazione, organizzazione ed esecuzione di veri e propri sequestri di persona, spesso con l’uso della violenza.

Le famiglie per recuperare il loro bambino rapito erano disposte a pagare anche 200 mila euro. La banda avrebbe avuto sedi in mezzo mondo che sfruttava la Sicilia per la sua vicinanza con l’Africa. Dal paese in provincia di Palermo è scattata un’inchiesta che si estende dal Maghreb al Nord Europa, passando per i paesi dell’Est. Gli arrestati sono tre stranieri e un palermitano.

L’organizzazione era coordinata da tre italiani e un ucraino che si occupavano di reperire i mezzi per organizzare le traversate verso il nord Africa e gli altri paesi, al fine di sottrarre i bambini contesi.

Tra le persone coinvolte una ex atleta ucraina trapiantata in Sicilia: Larysa Moskalenko, vincitrice di medaglia di bronzo nella vela alle olimpiadi di Seul 1988, titolare di società di noleggio barche di lusso di Palermo, la Sicily rent boat. 

L’inchiesta Caronte è partita dall’incendio dell’albergo Portorais a Cinisi a due passi dall’aeroporto Falcone Borsellino che si è verificato la notte tra il 28 e 29 maggio. Un incendio doloso che ha distrutto la struttura che era chiusa da qualche anno. Nel corso delle intercettazioni i carabinieri hanno ricostruito l’organizzazione e il ruolo giocato dalla Larysa Moskalenko che era la compagna del titolare dell’albergo.

Sarebbe stata lei a mettere a disposizione imbarcazioni e skipper per la tratta dei minori. La mente del gruppo sarebbe un norvegese, chi avrebbe organizzato i traffici invece uno svedese. Loro avrebbero utilizzato come base la zona di Capaci e la logistica messa a disposizione dall’ex olimpionica di vela nata in Ucraina ma da anni trapiantata in Sicilia. L’indagine è coordinata dal pm Geri Ferrara gli arresti. A firmare gli arresti il gip Nicola Aiello.

Le indagini hanno consentito di ricostruire l’organigramma di un’associazione per delinquere internazionale celata dietro l’attività di una società di sicurezza norvegese denominata “ABP World Group”. La società, munita tra l’altro di sito internet ufficiale, è risultata essere né più né meno che un vero e proprio sodalizio di contractors, per la maggior parte veterani dei corpi speciali delle Forze Armate di mezzo mondo, disposti a mettere le proprie capacità operative al servigio di chiunque fosse disposto a pagarli abbastanza profumatamente. Tra i servizi offerti dall’organizzazione c’è anche il “recupero” di bambini contesi tra genitori di nazionalità diverse. In tali casi la società si curava di organizzare vere e proprie missioni paramilitari in cui si prevedeva la ricognizione dei luoghi, in cui i bambini erano trattenuti da uno dei genitori, e l’organizzazione  dell’operazione di “recupero”, che si circostanziava in veri e propri sequestri di persona con l’utilizzo di mezzi, attrezzature e spesso armi reperite dai referenti in vari Paesi del mondo.

Il modus operandi era pressoché sempre lo stesso e consisteva nel sequestro del minore dall’abitazione ove si trovava e nel successivo trasporto – mediante imbarcazioni ad elevatissime prestazioni (da cui la denominazione dell’odierna operazione “Caronte”) – nell’Europa continentale, facendo scalo in Sicilia.

Le indagini proseguiranno con alcune rogatorie internazionali che coinvolgeranno le autorità maghrebine e scandinave.

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