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“Suicidi d’onore”, come sta cambiando Cosa Nostra

di Azzurra Sichera

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“Suicidi d’onore”, come sta cambiando Cosa Nostra

| martedì 12 Novembre 2013 - 12:38
“Suicidi d’onore”, come sta cambiando Cosa Nostra

Sappiamo bene che la mafia, soprattutto per i siciliani, è come un macchia sulla pelle. Una di quelle che si hanno sin dalla nascita. Una sorta di neo con il quale impari a convivere, spesso prestandoci davvero poca attenzione, ma che in alcuni casi può essere maligno, mutare forma e diventare molto pericoloso.

Abbiamo imparato, specie negli ultimi anni, quanto l’informazione (corretta) sia sinonimo di potere. Anche quando si parla di mafia vige la stessa regola. Parlarne consente di creare una coscienza critica, permette di ampliare la conoscenza di un fenomeno che ha mutato i colori della nostra terra, e che sta a sua volta trasformandosi sotto i nostri occhi, troppo spesso rivolti altrove.

Da questa volontà sono iniziati gli studi e le ricerche di due psicologi palermitani, Giorgio Falgares e Carlo Loforti, che hanno appena pubblicato un saggio dal titolo “Suicidi d’onore” edito da Edizioni Leima, primo volume della collana di saggistica della casa editrice.

Un libro che muove da un nuovo punto di vista per affrontare il tema di Cosa Nostra: i suicidi. Buscetta, Gioè, Pastoia, Lo Presti, Intile, Bonanno, Biondo, Balsamo, Gambino: sono solo alcuni nomi di mafiosi che hanno rotto il tabù del suicidio. Uomini d’onore che per un motivo o per un altro hanno smesso di esserlo e hanno pensato che il suicidio poteva essere l’unica soluzione per “porre rimedio a quell’imbarazzo”.

Un libro che impone un nuovo punto di vista, nel tentativo di capire fin quanto Cosa Nostra riesca a intrecciarsi con il dna del mafioso, a plasmarlo dall’interno, a radicare valori estremi ai quali non si può sottrarre. Ma la società è cambiata e con lei anche l’associazione mafiosa, che in alcuni casi si è dovuta arrendere ad un ricambio generazionale, a imporre norme dal sapore antico in un mondo troppo veloce e con i quali ha iniziato a fare i conti, nel tentativo di recuperare un’ideologia che sembra sempre più frammentata.

Quanto e come è cambiata Cosa Nostra? Può essere trattata alla stregua di un fondamentalismo? Sono queste alcune delle domande a cui i due autori hanno dato la loro risposta, fornendo un esame attento e preciso di personalità fin troppo complesse che hanno fatto una scelta: appartenere a un’associazione mafiosa che non dimentica e che può dettare le regole.

“Tutti questi uomini d’onore, gli immolati al carcere a vita e i suicidi, suicidi con e in carcere, sono la prova del fatto che Cosa Nostra si trova in una fase di passaggio. La coesistenza al suo interno di uomini tanto diversi, che in un modo o nell’altro le appartengono, ne è la testimonianza. Ma cosa è successo? è vero, i tempi cambiano anche per le associazioni criminali, ma siamo sicuri che sia solo una questione fisiologica? o è accaduto qualcosa?”.

Ecco il booktrailer

 

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