p E' stato presentato stamane presso gli uffici della Cassazione dai consiglieri regionali di cinque Regioni un referendum abrogativo del decreto legislativo sulla revisione della geografia giudiziaria (n.155 del 7 settembre 2012), che si prefigge il mantenimento delle sedi giudiziarie, tribunali e procure tagliate dal provvedimento. Si tratta in particolari delle sedi di Mistretta, Modica e Niscemi in Sicilia (presentato da Toto Cordaro), delle sedi di Melfi e Pisticci in Basilicata (Francesco Mollica), delle sedi di Bitonto e Lucera in Puglia (Nicola Marmo), delle sedi di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona in Abruzzo (Sara Marcozzi, Luigi Milano e Maurizio Di Nicola), delle sedi di Ariano Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi in Campania (Angelo Marino). I consiglieri regionali sottolineano "l'importanza del mantenimento di queste sedi giudiziarie per una offerta piu' puntuale del servizio di giustizia e per la necessita' di un presidio territoriale, a tutto vantaggio dell'utenza e degli addetti ai lavori, ben sapendo che le comunita' che rappresentiamo hanno piu' volte protestato contro la loro chiusura".
Senato della Repubblica italiana

Flop al Senato per la riforma della legge elettorale. La convocazione della Commissione Affari costituzionali, prevista per oggi, è stata annullata e rinviata a data da definirsi, ma comunque dopo le primarie del Pd dell’8 dicembre.

Al momento, riferiscono fonti di Palazzo Madama, manca un accordo tra le forze politiche e, in particolare, all’interno della maggioranza, su un modello elettorale. La Commissione avrebbe dovuto esprimersi sull’ordine del giorno presentato da Roberto Calderoli (Lega) a favore di un ritorno del Mattarellum, sistema elettorale che però pare non riscontrare il favore del Nuovo Centrodestra di Alfano, che proprio la settimana scorsa chiese il rinvio ad oggi della commissione.

In mancanza di un provvedimento da parte del Senato, i ministri Gaetano Quagliariello e Dario Franceschini avevano dato l’aut aut al Parlamento: “Decidano i partiti o interverrà il governo con un ddl”.

“È politicamente grave e autolesionista per la maggioranza che la presidente Finocchiaro si sia trovata a dover sconvocare all’ultimo minuto la seduta della Commissione Affari costituzionali del Senato – sottolineano i senatori di Scelta Civica Benedetto Della Vedova e Alessandro Maran. – Scelta Civica aveva sostenuto la proposta di doppio turno di coalizione e, in subordine, aveva già annunciato il proprio voto favorevole per questa sera all’ordine del giorno per un ritorno all’impianto del Mattarellum”. “Il cambiamento della legge elettorale – concludono i parlamentari di Scelta civica – è un impegno da tutti assunto con gli elettori. Sacrificare la riforma all’esigenza di non accrescere la tensione nella maggioranza di governo rischia di essere un’illusione fatale, che indebolisce l’esecutivo e accresce la sfiducia dell’opinione pubblica nei confronti delle istituzioni parlamentari”.

Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, è intervenuta nel dibattito sulla legge elettorale dicendo che “si tratta di una questione cruciale” e che “di certo la politica non esce bene da questo ritardo”. Dinanzi all’ennesimo stop registrato al Senato, la presidente ha aggiunto che si farà carico di “perorare la richiesta presentata dai gruppi di riportare la discussione della legge elettorale alla Camera, e ha dato appuntamento alla prossima Conferenza dei capigruppo”.

Anche i deputati renziani, che su indicazione del loro leader vorrebbero introdurre una riforma in senso maggioritario al mattarellum, hanno chiesto con urgenza che la riforma torni responsabilità della Camera. “È ormai chiaro – dichiarano i deputati renziani del Partito democratico Michele Anzaldi, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno – che il tentativo di avviare la riforma elettorale dal Senato non andrà a buon fine. Siamo all’ennesimo rinvio. Ora passi subito alla Camera, non c’è più tempo da perdere”.