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Si sono chiusi alle 20 i seggi delle elezioni per le primarie del Pd. Dalle urne, a breve, il nome del nuovo segretario del Partito democratico. Soddisfazione, intanto, nel Pd per l’affluenza al voto: più di due milioni di elettori, sfidando le code e il giorno festivo, si sono recati nelle segreterie e nei gazebo per esprimere la propria preferenza tra Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati.

Il premier Enrico Letta è andato a votare molto presto: alle 8 era già nella sede del circolo democratico di Testaccio. Subito il commento su Twitter: “Ho appena votato alle primarie Pd e ho gia’ trovato coda. Buon segno!”

 

In un secondo tweet il premier ha anche postato una foto che lo ritrae in fila insieme ad altri militanti del partito.

Matteo Renzi invece è arrivato intorno alle 9.20 al seggio di piazza dei Ciompi a Firenze. Il sindaco di Firenze prima di entrare si è  intrattenuto con alcuni studenti di un istituto fiorentino a rischio chiusura. “La giornata sta andando bene, tanta gente sta andando a votare”, ha commentato prima di entrare a votare.

“Oggi c’è anche il match Roma- Fiorentina – ha aggiunto Renzi – . Quella è la vera sfida. Poi, attenzione che si perdono voti a Roma”.

Dopo il voto Matteo Renzi con alcuni cittadini davanti al seggio. Un elettore di Salerno si è lamentato di non poter votare a Firenze nonostante avesse fatto 600 km per partecipare alle primarie. Renzi gli ha chiesto se si era registrato e, alla risposta negativa del salernitano, il sindaco ha scherzato: “La prossima volta, non faccia seicento chilometri. Se perdo di un voto, passo da bischero…!”.

Gianni Cuperlo in fila al Roma per votare ha sottolineato che “da domani il Pd sarà un partito più forte”. E ha aggiunto pressato dai giornalisti che lo attendevano davanti al seggio: “Noi siamo questo popolo che vedete, e questa è una grande occasione di rilancio del Pd. È una grande giornata per il Partito democratico”.

“Il popolo democratico”, ha continuato Cuperlo, “in questi mesi ne ha passate di cotte e di crude, ha subito anche il peso delle sconfitte e dei limiti di cui siamo tutti in parte responsabili, poi però c’è questo sentimento di ripartenza e di riscossa che parte dal basso e lo dimostra il fatto di stare qui in fila oggi per votare. E questo mi riempie il cuore, mi fa felice”. Oggi “siamo qui per dire ‘Evviva il Pd’ perché la campagna congressuale è finita. Molta gente vada a votare – ha aggiunto – e ognuno scelga dove lo portano i sentimenti e la ragione. Quello che avevamo da dire lo abbiamo detto. Da qui si riparte, tutti insieme”.

“Il primo seggio scrutinato dice di un ampio successo della mozione ‘Ci voti’, che è ‘quella collettiva che io rappresento”. Scherza Giuseppe Civati al seggio di Monza dove ha votato per le primarie del Pd. “È stata una lunghissima corsa – ha sottolineato – ieri abbiamo finito tardi e ne abbiamo combinate di tutti i colori. C’è un’atmosfera molto positiva, ringrazio tutti quelli che ci hanno creduto. Noi siamo partiti per ultimi nei sondaggi, nella considerazione dei media e sotto tanti profili” ma “in realtà abbiamo fatto una campagna bellissima”.

“Al Pd occorre un ‘segretario forte’ con la generosità di collaborare con gli altri due protagonisti”. Questo l’auspicio di Romano Prodi, che, intervistato da Radio Popolare, non dice per chi ha votato ma traccia l’identikit del nuovo segretario del Partito Democratico. “Occorre un segretario forte”, ha affermato Prodi, che esca “dal voto popolare e che abbia però l’intelligenza e la generosità di collaborare con gli altri due protagonisti, e in modo simmetrico gli altri due capiscano che c’è un interesse generale in gioco”. “Se il Pd si dimostra non rissoso e unito, con un programma comune studiato, discusso e approfondito – ha aggiunto Prodi – non può che vincere; altrimenti non può che perdere”.

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