Cipriano Chianese imporenditore rifiuti clan dei Casalesi

Cipriano Chianese, l’avvocato sessantaduenne di Casal di Principe, imprenditore del settore rifiuti per conto del clan dei Casalesi con trascorsi politici in Forza Italia, è stato raggiunto da un’altra misura di custodia cautelare in carcere. L’uomo si trova agli arresti domiciliari e sotto processo per disastro ambientale e inquinamento di falda acquifera.

Chianese, insieme a Carlo Verde, 32 anni, anch’egli destinatario di un provvedimento restrittivo, avrebbe costretto i titolari della Mary Trans società che si occupava anche di trasporto di rifiuti solidi urbani e speciali, a cederne quote e gestione al fratello Francesco, sfruttando la forza intimidatrice dell’appartenenza ai Casalesi.  L’accusa per Cipriano Chianese e Carlo Verde è di estorsione aggravata dall’articolo 7 della legge 203/91.

L’inchiesta è stata condotta dal centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Napoli che già nel dicembre del 2006 aveva provveduto al sequestro preventivo di beni a suo carico. A parlare di come Chianese avrebbe fatto pressioni anche attraverso Verde sugli imprenditori della Mary Trans, garantendo “incolumità” se avessero sottoscritto quote al fratello, è stato un collaboratore di giustizia.

Prima con minacce verbali, poi prospettando loro un intervento diretto dei vertici dei Casalesi, infine costringendoli a recarsi nel Casertano, Chianese li costrinse a cedere alla sua richiesta. Un collaboratore di giustizia che ha portato alla riapertura di indagini archiviate nel 2011. “Il traffico (di rifiuti da smaltire illegalmente, ndr.) l’avevano iniziato mio cugino Sandokan e Francesco Bidognatti … il coordinamento generale lo curava l’avvocato Chianese”, raccontò alla commissione bicamerale antimafia nel 1997 il pentito Carmine Schiavone.

La vicenda che ha portato all’arresto di Chianese e del suo collaboratore Carlo Verde risale al 2005. La Dia di Napoli diretta da Giuseppe Linares ha accertato, trovando riscontri corposi alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia che ha fatto riaprire il caso, che l’opera di persuasione di Verde e Chianese nei confronti dei titolari della Mary trans ha portato alla realizzazione in modo anomalo di complesse operazioni societarie per la cessione delle quote in soli due mesi, nel dicembre di 8 anni fa, proprio per l’azione di estorsione compiuta dai due arrestati. Chianese ora dai domiciliari è tornato in carcere.