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Uno dei “casi simbolo” della battaglia delle famiglie e dei malati pro-Stamina, la piccola Noemi, potrà finalmente curasi con il metodo Vannoni. Oggi è arrivato il via libera dai giudici dell’Aquila per la bimba di 18 mesi e subito è esplosa la gioia del padre che si è battuto strenuamente per la bimba.

“È bellissimo  – ha detto Andrea Sciarretta – l’ordinanza è definitiva, le infusioni potrebbero arrivare anche domani”, i giudici infatti hanno ordinato l’immediata somministrazione della cura. Solo il  25 novembre scorso era arrivato un altro “no” al metodo Stamina per Noemi dal giudice del lavoro dell’Aquila. Ancora prima avevano pronunciato la stessa sentenza due dei giudici di Chieti.

La piccola Noemi è affetta da atrofia muscolare spinale, una terribile malattia genetica che colpisce soprattutto i bambini. La bimba nelle scorse settimane è stata ricevuta da Papa Francesco insieme alla sua famiglia.

Un caso analogo quello accaduto a Pesaro dove il tribunale collegiale ha accolto il reclamo presentato dalla famiglia di Federico, un bimbo di 3 anni affetto da un rarissimo morbo che gli sta paralizzando il corpo, per ottenere il proseguimento delle infusioni col metodo Stamina agli Spedali di Brescia.

Il bimbo potrà dunque continuare a curarsi col metodo Stamina dopo che in primo grado il giudice del lavoro Maurizio Paganelli aveva concesso la cura con le staminali ma a patto di usare una delle 13 Cell-Factory italiane autorizzate dall’Aifa.

A marzo scorso il Tribunale di Pesaro aveva accolto il primo reclamo presentato dalla famiglia del bimbo, che risiede a Fano ed è affetto dal morbo di Krabbe, autorizzando 5 infusioni. Al termine del trattamento c’era stato un altro stop alla prosecuzione.

Da qui, un nuovo reclamo dei familiari, secondo cui Federico ha avuto evidenti miglioramenti con il metodo Stamina. Con la decisione di oggi il tribunale collegiale (presidente Mario Perfetti, Francesco Nitri e Carla Fazzini) non fissa limitazioni al numero di infusioni, ma affida la durata della terapia al giudizio medico. I giudici hanno poi inflitto il pagamento delle spese legali a carico dell’ospedale di Brescia per tutti i doppi gradi di giudizio sopportati, per un totale di 6mila euro.

Soddisfazione del legale della famiglia, l’avvocato Tiziana Cucco, che dice: “Sono felice di questa scelta perché il sorriso di Federico non si spegnerà grazie alla determinazione dimostrata in questa fase dai giudici, che hanno capito come debba essere il solo medico a stabilire la durata di una terapia e non certo un magistrato”.