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Brutta storia di abusi e violenze in famiglia a Catanzaro. Una giovane donna, sarebbe stata picchiata, costretta a prostituirsi, segregata in casa per mesi. Poi ancora obbligata a rapporti sessuali di gruppo, durante i quali sarebbe stata malmenata. La vittima, dopo avere subito ogni genere di sopruso, è riuscita a raccontare tutto agli operatori della squadra Mobile che hanno arrestato il compagno della donna e due suoi amici, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale di gruppo.

In carcere sono finiti l’aguzzino della donna, Nicola Cappellano, 48 anni, già noto alle forze dell’ordine e con il quale la vittima aveva intrapreso una relazione sentimentale, Gianluca Berlingieri, 35 anni, e Rinaldo Berligieri, 40 anni, pure già noti e accusati di avere partecipato alle violenze nei confronti della malcapitata. Un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stato, invece, notificato a I. C., 29 anni, ritenuto responsabile di una serie di furti insieme a Cappellanno all’interno di una attività commerciale di Catanzaro.

La giovane vittima, sposata e con figli, ad un certo punto si sarebbe invaghita di Cappellano lasciando la famiglia. Ma è qui che per lei iniziano sofferenze atroci. La donna, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata segregata in casa dal suo compagno, e quindi avviata alla prostituzione. E ad ogni tentativo di ribellarsi, l’uomo l’avrebbe violentemente picchiata. Solo dopo un lungo periodo la vittima ha potuto tornare ad uscire, ma sempre accompagnata da familiari di Cappellano, per evitare che potesse fuggire o potesse chiedere aiuto.

Ma alle violenze di ogni giorno si sono poi aggiunte quelle di gruppo. Cappellano, infatti, avrebbe organizzato violenze sessuali di gruppo alle quali avrebbero partecipato i due Berlingieri. Durante questi incontri la donna sarebbe stata anche picchiata e costretta a subire qualunque tipo di angheria. Fino al giorno in cui la vittima è riuscita a liberarsi dal controllo dell’uomo e dei suoi congiunti, rivolgendosi immediatamente al personale della squadra Mobile di Catanzaro guidato da Rodolfo Ruperti.