Una cooperativa di macellerie, guidata dai ‘Marceca’ di Pioppo, vent’anni fa fu a un passo dal gestire il Parco d’Orleans, coi suoi animali, che qualche mese dopo rischiò pure di finire nelle mani di una impresa che di mestiere costruiva campanili e campetti di calcio. Da allora la Regione decise di proseguire il rapporto con la ditta Lauricella, che adesso, dopo un lungo contenzioso coi vertici di palazzo d’Orleans, sta preparando le valigie dopo avere ricevuto una lettera dal governo Crocetta, che pur riconoscendogli la proprietà di 1.200 animali sui 1.400 custoditi nel Parco, invita l’azienda a lasciare lo storico giardino, adiacente a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza.

“Sono addolorato, affranto – dice Nicola Lauricella – Sto preparando il trasferimento degli animali, alcuni andranno in Olanda, altri in Germania: non li vendo ma li affido, perché per me sono come dei ‘figli’ e i figli non si vendono”. Lauricella, storico gestore del Parco, con una media di circa 250 mila visitatori all’anno e con esemplari protetti tutti, è sconsolato: “Non sono mai riuscito a parlare con Crocetta o con qualcun altro dell’amministrazione – aggiunge l’imprenditore – Non capisco questo trattamento da appestato: ho inviato l’albero genealogico della mia famiglia alla Regione dalla fine del Settecento a oggi, non c’è un solo rubagalline, eppure sono stato trattato alla stregua di un ladro, come se avessi rubato soldi pubblici in tutti questi anni”.

L’anno scorso la Regione ha ridotto da 450 a 250 mila euro il finanziamento per il Parco d’Orleans. “Ho dovuto accendere un mutuo da 100 mila euro per poter far fronte alla gestione, pagare il personale, curare gli animali in base a quanto prevede la legge – sottolinea Lauricella – Quest’anno tutte le spese sono state a mio carico, ovviamente non ce la faccio più. La Regione ha altri progetti? Me lo dicano. Vogliono utilizzare il Parco per altri scopi? Lo facciano. Ma dicano la verità”.