Centinaia di persone si sono radunate in piazza Castelnuovo a Palermo per la giornata di mobilitazione organizzata dai sindacati. “Cambiare musica”, questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil, a sottolineare la presenza tra i manifestanti anche degli orchestrali delle sinfoniche e delle istituzioni culturali siciliane, da tempo sull’orlo di una grave crisi. I sindacati chiedono a Stato e Regione che nella legge di stabilità vengano previste maggiori risorse per sviluppo e lavoro, misure a sostegno delle famiglie e delle imprese e un abbattimento delle imposte.

La Sicilia è una delle regioni maggiormente colpite dalla crisi e questo si evince da alcuni dati che vedono una famiglia su sette vivere con meno di mille euro al mese, una su quattro a rischio povertà, l’80% dei pensionati che vive con meno di 700 euro al mese. Inoltre 90 mila posti di lavoro sono andati perduti negli anni di questa crisi che ha visto scendere il Pil di 10 punti percentuali.

In piazza ci sono stand e bandiere di Cgil, Cisl e Uil e lavoratori arrivati da diverse province siciliane. “Chiediamo che il governo nazionale smetta di fare promesse, siamo in piena spirale recessiva, serve un segnale concreto insieme a un inversione di rotta o non usciamo fuori da questa situazione senza una riduzione delle tasse”, ha detto a Palermo il segretario regionale della Uil Claudio Barone. A Messina è in corso un sit-in in piazza Antonello con il segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava, mentre a Catania gli orchestrali del teatro Bellini si esibiranno nell’omonima piazza davanti al teatro con il segretario regionale della Cgil Michele Pagliaro.

A Palermo Claudio Barone ha chiesto maggiore attenzione anche per “i 20 mila precari dell’Isola che attendono ancora l’emendamento del governo nazionale che consenta la proroga del contratto e la stabilizzazione”. Questo a 24 ore dalla protesta che ha portato in piazza 15 mila persone tra precari ed edili provenienti da tutte le province della regione.

Per Michele Pagliaro “bisogna fare presto con la legge regionale di stabilità, di accogliere le nostre richieste a partire da quella sugli ammortizzatori in deroga, di varare il bilancio entro il 31 dicembre perché l’esercizio provvisorio sarebbe un disastro, in primo luogo per i precari. È grave – ha aggiunto – la notizia che il governo Letta abbia trattenuto alla Regione 180 milioni perché non ha fatto un’adeguata spending review”.

Infine Maurizio Bernava ha puntualizzato che “non basta un approccio tradizionale a bilancio e finanziaria regionali. Servono una strategia e tagli strutturali. Sono necessari il confronto tra Regione e parti sociali e la collaborazione organizzata tra Stato, Regione ed enti locali per rilanciare lo sviluppo produttivo, sostenere le imprese sane che investono e assumono e i consumi di lavoratori e famiglie”.