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“I boss mafiosi sappiano che se provano a far uscire ancora informazioni dal carcere lo Stato è pronto ad indurire sempre di più la legislazione sul carcere duro”. Queste le parole del ministro dell’Interno e vicepremier Angelino Alfano, pronunciate oggi in commissione Antimafia a Milano. Poi precisa: “‘Non avremo nessuna timidezza nel fare quel che si può fare per impedire che le informazioni escano dal carcere”.

Alfano ha poi definito la mafia un “freno per lo sviluppo” sottolineando che “le organizzazioni criminali sono uno dei più importanti fattori di sottosviluppo del Mezzogiorno e costituiscono un freno per lo sviluppo e una grave minaccia della produttività economica di diverse parti del Paese”.

Il ministro ha poi riferito che in seguito ai sempre più numerosi episodi intimidatori e al riemergere dell’ipotesi di ”azioni eclatanti”, è stato adottato un ”dispositivo di protezione ravvicinata al massimo livello” nei confronti di quattro magistrati impegnati in inchieste di mafia.

Il vicepremier esprime la sua vicinanza anche il pm Nino Di Matteo: “Siamo dalla sua parte”, dice il vicepremier, tuttavia “non ci sono altre forme di protezione oltre a quelle che abbiamo immaginato”. Quindi ha ribadito che ogni attacco alla loro sicurezza  “è un attacco allo Stato contro cui lo Stato reagirà con ogni mezzo di cui dispone”.

E Alfano fa riferimento all’Expo 2015 a Milano: “Faremo di tutto per impedire le infiltrazioni di tutte le mafie. Faremo un Expo ‘mafia free”. Durante Alfano ha anche ringraziato per la collaborazione il governatore lombardo, Roberto Maroni, il cui mancato invito alla riunione ha suscitato polemiche . “Dimostreremo che si può organizzare un grande evento senza infiltrazioni criminali”.