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“La crisi economica in Sicilia non è finita, ma arrivano i primi, sia pure timidi, segnali di ripresa. Una notizia che riaccende la speranza in una terra dove c’è chi non vuole smettere di credere nel futuro, e che va presa come uno stimolo per sfatare atteggiamenti di fatale rassegnazione. Anche se siamo ancora in una fase non definita dove si evidenzia un rallentamento dei parametri di decrescita rispetto al primo semestre del 2013. Tuttavia alcuni indicatori economici fanno sperare in una possibile ripresa già nel primo semestre del 2014″.

Con queste parole di moderato ottimismo il presidente di Conferecenti Sicilia, Vittorio Messina, anticipa la sua relazione, che consegnerà all’ultima riunione dell’anno della presidenza regionale dell’Associazione, per fornire un ampio resoconto del primo semestre del suo mandato. “La Sicilia però da sola – aggiunge Messina – non può rimettersi sui binari della ripresa economica. Un’inversione di tendenza nell’isola potrà registrarsi solo se si realizza a livello nazionale e se si perviene ad una manovra economica capace di incidere realmente sui tagli alla spesa pubblica, su una sensibile riduzione della pressione fiscale e su nuove misure per incentivare il lavoro”.

“Un piccolo segnale positivo – continua il presidente di Confesercenti Sicilia – arriva da recenti analisi dalle quali si può osservare come le imprese siciliane hanno registrato anche quest’anno un calo di fatturato, ma con un lieve miglioramento rispetto allo scorso anno. Inoltre, le chiusure, che pure non sono state poche, vengono bilanciate da un certo dinamismo delle aziende a partecipazione giovanile e femminile”.

“A questo punto, se si vuole dare alla nostra regione qualche chance – conclude Vittorio Messina – occorre dare vita ad un patto sociale in Sicilia che intervenga sulla ristrutturazione della spesa tagliando privilegi e sprechi, consideri l’impiego dei fondi Ue, la programmazione strategica per la crescita e la protezione sociale punti fondamentali per affrontare la pesante crisi economica che colpisce famiglie e imprese siciliane. In questa direzione, governo regionale, imprese e sindacati sono chiamati a compiere uno sforzo comune per invertire la rotta e intraprendere con decisione la strada virtuosa dello sviluppo”.