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Legacoop Sicilia ha dato indicazione ai soci di ‘Lampedusa Accoglienza’, la coop che gestisce il centro per migranti, “di rimuovere e rinnovare il management attuale e di avviare immediatamente una migliore organizzazione con altre professionalità”. La decisione dopo il video del Tg2 sul trattamento riservato ai migranti.

Video che poi lo stesso telegiornale di Raidue ha trasmesso integralmente nella serata di mercoledì. Le immagini integrano il filmato mandato in onda lunedì sera: si vedono i migranti che si spogliano uno alla volta e nudi vengono sottoposti, all’aperto, al trattamento anti-scabbia. La Procura di Agrigento che ha aperto una inchiesta acquisirà il video integrale, girato da un migrante.

Inoltre, la presidenza di Legacoop Sicilia ha promosso l’istituzione di una commissione d’indagine conoscitiva, affidandone la responsabilità a LegacoopSociali, per verificare quanto accaduto nel centro di accoglienza. “La commissione – spiega Legacoop – si avvarrà anche dell’apporto di professionisti esterni, per accertare al meglio disfunzioni e responsabilità”. Secondo Legacoop, “comportamenti come questi non sono ammissibili anzi, sono contrari all’etica cooperativa e vanno rimossi e sanzionati”.

In un documento redatto al termine di una riunione dell’organismo dirigente di Legacoop si lancia un invito anche ai governi regionale e nazionale e al mondo associativo. “Dopo l’indignazione generale – sottolinea l’associazione – davanti alle scene viste in tv di sindaci, prefetti, ministri, associazioni e cittadini, siamo i primi a chiedere che i riflettori sul delicato tema dell’accoglienza dei migranti restino accesi per affrontare alla radice la questione”.

L’amministratore delegato, Cono Galipò, aveva commentato il video parlando di “messinscena” e spiegando che le immagini “andavano contestualizzate, in quanto all’interno del centro di accoglienza vengono seguite le indicazioni delle autorità sanitarie”. Galipò ha difeso il lavoro dei “professionisti del centro” svolto da una cinquantina di operatori tra medici, infermieri, psicologi e mediatori culturali.