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Sanità, verranno tagliati altri 1500 posti letto in Sicilia | Ecco la nuova mappa della rete ospedaliera decisa dalla Borsellino

di Stefania Brusca

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Sanità, verranno tagliati altri 1500 posti letto in Sicilia | Ecco la nuova mappa della rete ospedaliera decisa dalla Borsellino

| mercoledì 18 Dicembre 2013 - 10:27
Sanità, verranno tagliati altri 1500 posti letto in Sicilia | Ecco la nuova mappa della rete ospedaliera decisa dalla Borsellino

Il taglio di circa 1.500 posti letto nella Sanità siciliana ridisegnerà la nuova mappa della rete ospedaliera in Sicilia. Un piano stilato dall’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, mirato a far rientrare la Regione all’interno del parametro nazionale: 3 posti letto e 0,7 posti per riabilitazione e lungodegenza ogni mille abitanti.

Una volta tracciate le linee generali, toccherà ai manager delle Asp e degli ospedali effettuare le prime verifiche per accertare quanti degli 11.135 posti letto previsti nell’ultimo piano del 2010, sono realmente operativi. Gli accertamenti porteranno anche alla razionalizzazione del numero dei reparti e dei dirigenti. Il piano dell’assessore, trasmesso all’Ars, verrà presto esaminato dalla Commissione Sanità.

Solo per fare qualche esempio, i posti letto per terapie acute all’ospedale Civico di Palermo (la più grande struttura siciliana) scenderanno da 853 a 824. I posti letto a disposizione al Garibaldi di Catania invece scenderanno da 630 a 588. Tagli anche al Papardo di Messina (da 452 a 431 posti letto).

Disponibilità ridotte anche per l’ospedale Villa Sofia di Palermo (da 745 a 696 posti) e per il Cannizzaro di Catania (da 560 a 536 posti).

I policlinici di Palemo, Catania e Messina subiranno tagli che decurteranno i posti disponibili da 2.260 a 1.996. Nessuna novità invece per le strutture d’eccellenza Ismett, San Raffaele, Oasi di Troina, Rizzoli e Bonino Pulejo.

Per quanto riguarda i piccoli presidi territoriali ci sarà una riconversione delle strutture di piccole dimensioni e saranno previste forme di assistenza alternative. In pratica gli ospedali più piccoli si specializzeranno in particolari terapie sulla base delle esigenze del territorio con un aumento dell’offerta di assistenza del servizio di emergenza (118 e pronto soccorso).

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