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È previsto per poco dopo mezzogiorno il voto di fiducia chiesto ieri dal governo alla Camera sulla legge di stabilità. Tuttavia, dovendo votare prima tutti gli ordini del giorno, non è escluso che il verdetto finale slitti a sabato, mentre al Senato il voto resta in agenda per lunedì. Intanto Confindustria preme sul governo, reputando la manovra insufficiente, e anche i Comuni alzano la voce contro i tagli: i sindaci si appellano a Napolitano.

E piovono critiche da parte delle opposizioni, che avevano offerto di ritirare quasi tutti gli emendamenti se il governo avesse evitato di porre la fiducia. Franceschini  ha replicato che è “giusta e utile” una riflessione sulla legge di stabilità che “negli ultimi anni rischia di riavvicinarsi alle vecchie finanziarie durante il passaggio parlamentare”.

Duro il commento del M5S: “Letta mette la fiducia sulla legge di Stabilità per salvare tutte le marchette e per tutelare le lobby – affermano in una nota congiunta i portavoce del movimento alla Camera – Questo governo si affida agli strumenti tipici della vecchia politica, mettendo ancora una volta la fiducia sulla legge di Stabilità. Ci sarebbe stata l’occasione per migliorare un provvedimento fondamentale per il nostro Paese, ma la maggioranza delle larghe intese ha deciso di non farlo”.

Non si placa la protesta dei Comuni che temono i tagli previsti dalla manovra. L’Anci, l’associazione dei comuni italiani, ha chiesto un incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano “per manifestare nel modo più formale ed autorevole il profondo disagio di migliaia di sindaci e amministratori locali”. Il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha puntato il dito su una legge che “configura – in particolare per quanto riguarda la Iuc – una secca ed inaccettabile riduzione delle risorse a disposizione dei Comuni con gravi ed inevitabili conseguenze sulla erogazione dei servizi ai cittadini e sulle condizioni di vita di milioni di persone e di famiglie”.

Alle ore 10,30 cominceranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul ddl stabilità e alle ore 12,10 comincerà la prima chiama.