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“L’odio spegne la vita. Spegniamo l’odio”: questo lo slogan del nuovo spot creato dall’associazione Arcigay per fermare la violenza nei confronti della comunità Lgbt e per invitare alla firma della petizione destinata all’approvazione del testo di legge per contrastare l’omofobia.

“Bisogna scuotere l’opinione pubblica che a volte fa passare queste parole, usate con leggerezza ma pesantemente offensive, cose come se fossero la normalità”, ha dichiarato il presidente dell’Arcigay Flavio Romani riferendosi alle 14 citazioni incluse nel video di personaggi illustri come Daniela Santanchè (“Parliamo di persone malate”), Alessandra Mussolini (“Meglio fascista che frocio”) e il direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga (“L’omosessualità è una delle tante malattie che contrae l’essere umano”), le stesse parole che nel video picchiano e torturano l’omino il quale, al suicidio, preferisce appunto lo spegnimento dell’odio.

Circa la petizione, Romani chiede una modifica della legge Reale-Mancino per punire i crimini d’odio, la violenza e la discriminazione per motivi di razza, etnia e religione : “La legge così com’è ora non ci piace e perciò chiediamo una serie di interventi perché sia schierata dalla parte delle vittime”.