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Il deputato del Pd, Khalid Chouki, si è barricato all’interno del Cie di Lampedusa. Una protesta, quella del democratico, che scatta dopo le immagini choc mandate in onda dal Tg2 e le minacce alla sicurezza dell’autore del video amatoriale.

Un gesto, il suo, di solidarietà nei confronti dei migranti siriani ed eritrei ospitati nel centro, attorno al quale da giorni imperversa la polemica per le condizioni in cui sono costretti a vivere gli oltre 220 naufraghi. “Non mi muoverò da qui fino a quando il ragazzo siriano che ha girato il video e i naufraghi illegittimamente trattenuti da oltre due mesi non saranno trasferiti da Lampedusa” dice Chaouki in una lettera al quotidiano La Stampa.

Chaouki, 30 anni, di origini marocchine, è arrivato alle 10 di stamane nel centro d’accoglienza di Lampedusa. “Sono venuto a vedere quello che succedeva – spiega – dopo l’informativa di ieri del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Non mi pare che le cose siano come le descrive lui: ci sono più di 200 migranti che vivono qui da mesi, quando le norme internazionali prevedono una permanenza massima di 96 ore. Sette eritrei, sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre, sono ancora qui”.

“Nel centro – aggiunge – le condizioni sono disastrose: entra acqua dal tetto, alcune stanze sono allagate. Davanti ai morti di due mesi e mezzo fa, abbiamo assistito al lutto e al cordoglio e siamo ancora alle promesse”. “Oggi ho mangiato con i migranti e resterò qui a dormire – conclude – fino a quando non sarà ripristinata la legalità e l’Italia non si adeguerà alle norme del diritto internazionale”.

Ieri anche il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, aveva visitato il Centro di accoglienza incontrando alcuni profughi siriani scampati al naufragio del 3 ottobre scorso, trattenuti sull’isola perchè testimoni dell’inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento, che avevano chiesto di potere tornare ad essere liberi.

È il tweet inviato a Khalid Chaouki dal deputato dei democratici Davide Faraone, componente della segreteria del Pd, che ha anche chiamato al telefono il suo collega.