Zamparini, Zamparini Palermo

Il Palermo è deciso a chiedere la ripetizione della partita con il Carpi. Il presidente Zamparini ha già dato mandato ai suoi legali di agire nelle sedi competenti affinché questo avvenga: “Stiamo valutando coi nostri legali di agire in tal senso – ha detto il presidente rosanero a Si24.it -. È difficile che accolgano una richiesta di questo tipo ma non è possibile che accadano fatti come quelli di ieri”.

Le motivazioni che stanno spingendo Zamparini ad agire in tal senso sono presto spiegate: “Il signor Candussio era un arbitro in conflitto d’interesse palese, in quanto il padre aveva lavorato con me prima che io interrompessi il rapporto con lui. E si è capito subito quale sarebbe stata la piega della partita dato che ha iniziato intimidendo i giocatori e facendo capire di volersi vendicare”.

Il padre dell’arbitro ha però smentito un coinvolgimento diretto con Zamparini, spiegando di aver fatto parte “di uno studio che ha collaborato con lui ma di non esserne stato diretto dipendente”. E una norma del Codice etico degli arbitri potrebbe dare ragione al presidente rosanero, in quanto ogni tesserato sarebbe tenuto a comunicare situazioni di questo tipo.

Zamparini, interpellato da Si24.it, smonta anche questa affermazione: “Candussio padre lavorava per la Montemare costruzioni, società di progettazione di tutti i nostri progetti, posseduta al cento per cento dal nostro gruppo. Per cui ha detto una bugia.  Anche gli architetti che hanno progettato il centro commerciale di Palermo non erano miei dipendenti ma lavoravano per me. E lo stesso vale per lui. Quando io ho dismesso l’ufficio lui è andato a casa, ecco spiegato tutto”.