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Botti di fine anno, il Codacons chiede ai sindaci di vietarli | “Sono pericolosi e inquinano”

di Redazione

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Botti di fine anno, il Codacons chiede ai sindaci di vietarli | “Sono pericolosi e inquinano”

| giovedì 26 Dicembre 2013 - 16:42
Botti di fine anno, il Codacons chiede ai sindaci di vietarli | “Sono pericolosi e inquinano”

Vietare i fuochi d’artificio di fine anno. È ciò che ha chiesto Francesco Tanasi, Segretario nazionale Codacons ai sindaci che hanno il potere, con un’ordinanza, di bandirli. “Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi – spiega il Codacons – ma anche di una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali”.

“È bene precisare – continua Tanasi- che sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. La conseguenza è che il primo dell’anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo”.

“Ricordiamo – aggiunge – che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento”. Secondo il Codacons “a correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’inquinamento”.

“Inoltre è accertato che i botti fatti scoppiare in prossimità di un cane o di un altro animale domestico, producono danni irreversibili che vanno dalla morte (spesso per la paura si buttano dai balconi) allo spavento, dalla follia ai danni all’udito. È bene sapere che in questi casi trova applicazione il codice penale sul reato di maltrattamenti degli animali. Una ragione in più perché siano vietati”, conclude Tanasi.

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