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Approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto Milleproroghe che, archiviato il dl “salva Roma” dopo le perplessità del Capo dello Stato, permette al Governo Letta di prendere un po’ di tempo su alcune questioni urgenti che avrebbero dovuto essere risolte entro la fine dell’anno.

Il testo contiene, innanzitutto, le norme che “salvano” il bilancio approvato dal comune di Roma (si tratta di togliere dal bilancio della Capitale 400 milioni dei circa 864 di debito per accollarli al bilancio della gestione commissariale), ma anche alcune disposizioni per la città lagunare Venezia. Verranno poi anche prorogati i pagamenti fiscali per le zone alluvionate della Sardegna. Sui nodi più controversi si è poi deciso che, come annunciato dal premier Enrico Letta, verrà prorogato il divieto di incrocio proprietario di giornali e televisioni ed entrerà nel Milleproroghe anche la norma che agevola la disdetta degli “affitti d’oro” da parte delle sedi istituzionali. Proprio su questo tema, la maggioranza era crollata in Aula sotto i colpi dell’ostruzionismo lanciato dal Movimento 5 Stelle. Per quanto riguarda la tassazione sulla casa, invece, l’orientamento dell’Esecutivo è stato quello di non fare entrare nel Milleproroghe il via libera ai Comuni per aumentare l’aliquota Tasi.

Camera e Senato rimangono convocate per il 27 e per il 28 dicembre. “La questione essenziale – ha commentato il premier Letta al termine del Consiglio dei Ministri – è che la vicenda del dl ‘salva Roma’ dimostra come sia indifferibile un processo di riforma del sistema legislativo. Servono riforme che tengano conto delle difficoltà nel rapporto tra il governo e i due rami del Parlamento”. Un annuncio, praticamente, in linea con quanto dettato dal neo segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, della prossima modifica costituzionale del bicameralismo perfetto.

Il Consiglio dei Ministri ha anche deciso di modificare l’allocazione di 6,2 miliardi di euro di fondi europei con cui il Governo finanzierà misure per il sostegno alle imprese, in favore dell’occupazione, in contrasto alla povertà e per le economie locali. “Nello specifico – ha spiegato Letta – 2,2 miliardi per il sostegno imprese, 700 milioni per misure per favorire il sostegno al lavoro e all’occupazione, 330 milioni per il contrasto alla povertà e 3 miliardi a sostegno delle economie locali. Per favorire il credito alle imprese viene inoltre stanziato 1 miliardo e 200 milioni di euro”. “Il complesso dei fondi Ue è stato messo in salvaguardia – dice il ministro per la Coesione territoriali, Carlo Trigilia – e sarà utilizzato l’anno prossimo. Con questi interventi, c’è una rilegittimazione complessiva del sistema dei fondi, grazie anche ai presidenti delle Regioni. Ed è un importante passaggio per il 2014, quando si concluderà un ciclo e se ne riaprirà un altro. Dobbiamo evitare un calo della spesa per investimenti proprio in questo momento con l’avvio del nuovo ciclo. Non escludiamo comunque altre operazione di riorientamento dei fondi nel corso dell’anno”, ha concluso.