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Non scatterà a dicembre la risoluzione della convenzione tra Ministero delle Infrastrutture e Compagnia delle Isole che assicura i collegamenti con le isole minori siciliane. Di una possibile risoluzione si era parlato nei giorni scorsi a causa delle gravi inadempienze che erano state rilevate a carico della società titolare della concessione, che sono state illustrate oggi nel corso di un’audizione convocata dal presidente della commissione Ambiente dell’Ars, il deputato del Movimento 5 Stelle Giampiero Trizzino, con i sindaci delle isole minori e dell’assessore dei Trasporti Bartolotta, dice una nota del M5s.

“È stato proprio l’assessore – continua la nota – ad evidenziare tutte le inadempienze della Compagnia, che già dall’inizio del rapporto “ha mostrato gravi carenze, segnalate al Ministero ed alla Regione, legate alla utilizzazione di mezzi non conformi, alla soppressione di intere linee per mancanza di navi, a orari effettuati secondo mere considerazioni commerciali, con un continuo deterioramento e peggioramento dei servizi di collegamento marittimo”.

Per queste inadempienze – secondo quanto riferito da Bartolotta, dice il M5s – la Compagnia delle Isole è stata richiamata ad adempiere alle obbligazioni assunte, mentre il Ministero delle Infrastrutture ha dovuto comminare una serie di sanzioni pecuniarie, puntualmente contestate dalla Compagnia delle Isole con un serie di ricorsi al Tar. Il Consiglio di Stato, il 9 ottobre scorso – secondo quanto riferito sempre dall’assessore – avrebbe respinto i ricorsi e disposto le esecuzioni del pagamento delle penali. “Sono disfunzioni – afferma Trizzino – inaccettabili. Chi firma una convenzione deve assumerne onori, ma soprattutto oneri, considerato che a farne le spese poi è il cittadino, specie se rischia di essere fortemente penalizzato da servizi approssimativi.

“La nostra commissione ha cercato di mediare per evitare l’interruzione traumatica del servizio – conclude la nota – che avrebbe potuto causare contraccolpi pericolosi. Ma non intendiamo avallare la prosecuzione di un rapporto claudicante e deficitario”.