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Dopo tutta la domenica e una lunga notte passata a lavorare in commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana, la Finanziaria è finalmente pronta per l’Aula. Lo ha annunciato con un tweet il parlamentare regionale del Pd, Antonello Cracolici, ipotizzando l’approvazione definitiva entro il 7 gennaio del prossimo anno.

A tarda notte, intorno alle 3.30, il governo e gli esponenti della sua maggioranza hanno lasciato la stanza dove era riunita la commissione e si sono appartati nella stanza accanto. Di temi da discutere, evidentemente, ne avevano molti, soprattutto dopo il sabato nero del governatore Crocetta che ha visto bocciare, a causa di qualche franco tiratore, il ddl per la proroga dei commissariamenti delle nove province siciliane, passaggio fondamentale per non mandare all’aria una delle riforme su cui il presidente della Regione conta di più per raccontare la propria rivoluzione.

Ne sono usciti con un maxiemendamento di due pagine che dovrebbe servire ad alleggerire il carico di emendamenti presentati dai deputati. “Un testo così lungo che noi dovremmo leggere ed eventualmente emendare in dieci minuti. Lo schifo”, ha attaccato il parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle, Claudia La Rocca.

Intanto, il Governo ha dovuto incassare stop e ko a ripetizione, come quelli alla norma per l’assegnazione da parte dei Comuni agli indigenti delle case abusive confiscate; non supera la prova neppure il comma che taglia le partecipate regionali da 34 a 9. L’assessore Bianchi non ha potuto fare altro che ritirare le norme, valutando la possibilità di presentare successivamente ddl autonomi.

Bocciato pure il taglio del salario accessorio per i dirigenti della sanità, ma è stato approvato l’emendamento Pd-M5S che prevede la cancellazione del coordinatore sanitario e amministrativo dei distretti con una previsione di cassare 50 posti dirigenziali. Passa invece lo stop per almeno un altro anno ai rinnovi contrattuali per funzionari e dirigenti regionali e degli enti collegati. E passa l’estensione alle coppie di fatto degli aiuti previsti per le famiglie. Decurtati i trasferimenti a carico delle compagnie che garantiscono i collegamenti marittimi, mentre con un emendamento di Articolo 4 nella notte sono stati riportati a 170 milioni i finanziamenti destinati alle imprese del trasporto pubblico locale, a fronte di un abbattimento previsto di un terzo in due anni.

I tempi infatti stringono: i testi di Bilancio e Finanziaria dovranno essere incardinati entro oggi – se non vogliono lavorare anche l’ultimo dell’anno – per poter essere approvati nei primi giorni dell’anno senza ricorrere all’esercizio provvisorio. Una corsa contro il tempo difficile da giocare, soprattutto alla luce del malumore che serpeggia nella maggioranza di Crocetta.

Ma il governatore, dopo le batoste prese dal suo assessore all’Economia, Luca Bianchi, nella lunga notte della Commissione, annuncia battaglia: “Sono sotto assedio, e ora pretendo un patto di lealtà dopo il voto o deciderò il da farsi”.