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Seus, contrasto agli esuberi con la riduzione delle ore di lavoro | Ma la proposta non piace ai sindacati

di Redazione

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Seus, contrasto agli esuberi con la riduzione delle ore di lavoro | Ma la proposta non piace ai sindacati

| venerdì 24 Gennaio 2014 - 19:40
Seus, contrasto agli esuberi con la riduzione delle ore di lavoro | Ma la proposta non piace ai sindacati

Per scongiurare gli esuberi tra il personale dislocato nelle Asp, i vertici della Seus, che gestisce il servizio di emergenza e soccorso in Sicilia, starebbero pensando di ridurre le ore di lavoro a tutto il personale. Una soluzione ventilata più volte che però non convince i sindacati, che temono che il servizio venga depotenziato e annunciano battaglia.

“Anche perché – dicono – si tratta di decisioni unilaterali, è mancato un ragionamento con i rappresentanti dei lavoratori per individuare soluzioni alternative”. La società partecipata dalla Regione (53,4%) e dalle aziende sanitarie (9 Asp e 8 nosocomi).

I sindacati non ci stanno. Da giorni un gruppo di lavoratori della Seus protesta davanti a Palazzo D’Orleans contro la riduzione delle ore di lavoro, da 36 a 30 alla settimana, che a conti fatti in busta paga sono pari a circa 200 euro in meno al mese. La Seus conta circa 3.370 dipendenti in tutta l’isola.

I soccorritori sono 3.054, così ripartiti nelle 9 province siciliane: a Palermo sono 810, 483 a Catania, a Messina 475. Seguono Trapani (302), Siracusa (199), Caltanissetta e Enna(194) e Ragusa (175). Circa 300, invece, sono gli amministrativi e i centralinisti. Su tremila soccorritori circa 400 operano nelle 8 aziende ospedaliere della Sicilia, 200 negli aeroporti di Palermo e Trapani e intervengono in caso di incendio; circa 560 nelle 9 Asp in base ad alcune convenzioni siglate tra Seus e aziende sanitarie, che sono scadute il 31 dicembre fa, ma non sarebbero state rinnovate.

“Non siamo disposti a cedere – dice il segretario regionale della Fp Cisl Gigi Caracausi – nè a fare passi indietro o accettare accordi al ribasso per il personale, quando per i componenti del Cda della Seus si spendono almeno 200 mila euro all’anno. Se si devono ridurre i costi di gestione, il governo tagli il costi per il Cda e utilizzi dirigenti regionali. Potrebbero gestire la società a costo zero. Le convenzioni con le Asp si possono sempre rinnovare”.

Lunedì le organizzazioni dei lavoratori incontreranno l’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino e i componenti del consiglio di sorveglianza e di gestione della Seus, nella sede della società; per martedì e mercoledì, invece, sono state fissate le audizioni con le commissione Sanità e Finanze dell’Ars.

 

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