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Nei giorni scorsi i media di tutto il mondo si sono interrogati su quale sia il significato della sentenza emessa dalla Corte di Assise d’Appello di Firenze. Gabriele Giambrone, Managing Partner di Giambrone Law è stato chiamato da esperto a commentare la vicenda e a rispondere anche sul tema dell’estradizione.

A seguito del verdetto emesso dalla Corte di Assise d’Appello di Firenze su uno dei processi più discussi del panorama legale italiano ed internazionale degli ultimi anni, è dunque emerso come il Caso Amanda Knox sia da addurre a ciò che all’estero considerano come il pasticcio giuridico italiano.

Amanda Knox con molta probabilità non sarà estradata perché si ritiene altamente improbabile che il governo Americano decida di estradarla in Italia. È possibile aspettarsi che gli avvocati di Amanda Knox tentino di evitare l’estradizione appellandosi al principio vigente negli Stati Uniti del “double jeopardy”, ossia la norma costituzionale americana per cui una persona assolta non può essere processata una seconda volta sulla base delle stesse accuse. In questo contesto, la domanda di estradizione da parte delle autorità italiane “violerebbe il principio legale americano, secondo cui un imputato per reati penali non può essere processato due volte per le stesse accuse”.

Gabriele Giambrone, Managing Partner di Giambrone Law, ha commentato così l’accusa di Amanda Knox: “Se la Cassazione considererà Amanda Knox colpevole, allora giuridicamente non c’è nulla che possa impedire che lei venga estradata. La regola che impedisce la doppia incriminazione non si applica in Italia e dato che lei tecnicamente non è mai stata giudicata innocente poiché il verdetto è stato annullato, tale norma non può essere richiamata dagli Stati Uniti “.

“Tuttavia, mi aspetto che gli Stati Uniti facciano di tutto per proteggere una sua cittadina. Verrà messa in atto una vera battaglia e questo è il motivo per cui ritengo che la Knox non andrà in carcere in Italia specialmente in considerazione della campagna mediatica sostenuta a suo supporto”.

Giambrone Law sottolinea come si sia già verificato un evento in precedenza in cui l’estradizione sia stata negata. Il governo degli Stati Uniti rifiutò di estradare un pilota americano che tagliò i cavi durante l’addestramento militare volando in prossimità di un impianto di risalita. A Raffaele Sollecito, anch’egli condannato insieme ad Amanda, gli è stato ritirato il passaporto e notificato l’ordine del divieto di espatrio. Per conoscere il suo destino bisognerà attendere l’esito nel nuovo ricorso in Cassazione. Si potrebbe affermare che il risultato dell’ultima fase del processo è che la Knox vivrà da cittadina libera, pur essendo stato riconosciuta colpevole di omicidio, mentre il suo complice potrà scontare la pena inflittagli in un istituito penitenziario. “Questo risultato è gravemente iniquo“.

“Nel processo di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, diversi sono stati gli elementi probatori esaminati dai Giudici e diversi sono i risultati cui gli stessi sono pervenuti. Da una prima condanna (in Tribunale) si è passati ad una assoluzione, per poi ad un annullamento con rinvio, ed infine ad una nuova condanna, senza riuscire ad ottenere un risultato definitivo”.

“Il caso di Amanda Knox evidenzia il disordine del sistema giuridico italiano che, indubbiamente va rivisto e corretto”, ha detto Gabriele Giambrone che ha aggiunto: “L’accusa di Amanda Knox potrebbe portare ad uno scontro diplomatico tra Italia e Stati Uniti, del quale nessuna delle parti beneficerebbe”.

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