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Ddl Province, nuovo brutto colpo per la maggioranza di Governo | Cancellate le città metropolitane con il voto segreto

di Redazione

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Ddl Province, nuovo brutto colpo per la maggioranza di Governo | Cancellate le città metropolitane con il voto segreto

| martedì 18 Febbraio 2014 - 20:23
Ddl Province, nuovo brutto colpo per la maggioranza di Governo | Cancellate le città metropolitane con il voto segreto

Un’altra terribile sberla per la maggioranza di Governo all’Assemblea regionale. In serata, al termine di una giornata caotica, arriva l’approvazione di un subemendamento dell’opposizione che cancella le città metropolitane dalla riforma.

Il subemendamento, firmato dai deputati di Forza Italia, è passato con 40 voti a favore, compresi quelli dei 5stelle. Le città metropolitane, dunque, spariscono, dalla riforma delle Province. E questo è un colpo che la maggioranza non si aspettava di certo e che di fatto rende monca la riforma. In questo caso le opposizioni hanno salutato la votazione con urla di gioia.

Meno di un’ora prima l’emendamento soppressivo dell’articolo 1 del ddl, proposto dai deputati dell’opposizione, quello che prevede l’istituzione dei Liberi consorzi, è stato respinto con 40 contrari e 30 favorevoli, con la maggioranza a quota 36.

E adesso si aprono scenari inediti anche all’interno della maggioranza. A quanto pare, infatti, alcuni deputati della maggioranza, pur essendo presenti in aula, non risultano tra i votanti. Tra questi ci sono almeno due deputati dell’Udc e un parlamentare dei Drs, altri invece non si trovavano in aula. Rimane poi il dubbio su come abbiano votato alcuni deputati del Pd.

Subito dopo il voto si è scatenata una vera e propria bagarre in Aula con Antonello Cracolici del Pd che si è rivolto verso il banco della Presidenza urlando “bravo, bravo” rivolto ad Ardizzone che ha subito sospeso la seduta e l’ha rinviata a mercoledì mattina. Cracolici aveva chiesto l’inammissibilità del subemendamento in quanto l’aula poco prima ne aveva votato un altro, della lista Musumeci, che prevedeva la soppressione dell’intero comma 2 dell’articolo 1.

Dopo la votazione il ko del governo viene commentato con diverse argomentazioni. Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, conversando con i cronisti in sala stampa, ha parlato di “un pasticcio al quale dovrà essere posto rimedio. Ora occorre riflessione – ha detto Ardizzone – non possiamo tornare in aula a occhi chiusi”. Rispetto alla reazione di Antonello Cracolici,  presidente della I commissione, ha affermato: “Cracolici aveva intuito il pericolo, ma io non potevo non mettere ai voti il subemendamento, tant’è che l’aula si è espressa. Io debbo garantire l’imparzialità dei lavori d’aula”.

Ardizzone ha poi voluto precisare che “le città metropolitane non sono state bocciate, perché la norma che le istituisce è all’articolo 7 della riforma che stiamo esaminando. Il subemendamento votato in aula riguarda le modalità, in sostanza adesso le città metropolitane fanno parte dei Liberi consorzi, dunque con questo voto si danneggiano i piccoli comuni”.

Giuseppe Lupo (Pd) ha parlato di “fatto grave” riferendosi al “voto che sopprime le città metropolitane dalla riforma delle Province. Comunque il dato politico è chiaro: la maggioranza traballa”. Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Francesco Cappello, spiega che “L’M5S ha votato a favore del subemendamento sulle città metropolitane, perché non condivide l’impostazione della norma data dal governo. Per noi il modello da seguire è quello europeo di città come Bruxelles, non l’impronta pasticciata data in questo disegno di legge”.

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