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Disoccupazione, Schifani: “Via la legge Fornero” | Codacons: “Le misure di Renzi non serviranno”

di Redazione

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Disoccupazione, Schifani: “Via la legge Fornero” | Codacons: “Le misure di Renzi non serviranno”

| martedì 01 Aprile 2014 - 13:33
Disoccupazione, Schifani: “Via la legge Fornero” | Codacons: “Le misure di Renzi non serviranno”

I dati raccolti dall’Istat sulla disoccupazione di febbraio hanno segnato un record sconcertante: il tasso di disoccupazione in Italia è del 13% e sono i giovani a  risentire di più di questa profonda crisi del lavoro.

Ma c’è di più: secondo un sondaggio Confesercenti SWG, “La maggioranza assoluta (6 su 10) degli italiani teme infatti di poter perdere il posto di lavoro o che lo perda qualche altro membro del proprio nucleo familiare”.

Una situazione grave che ovviamente incide sulla politica. Il presidente del Nuovo Centrodestra Renato Schifani ha detto: “I dati Istat preoccupanti”, poi ha ricordato: “Smantelliamo la legge Fornero“.

A fare da eco a Schifani, ci pensa il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari (Ncd): “I dati Istat ci obbligano a fare di più e meglio. Avanti con le riforme. La legge Fornero è stata un fallimento e deve essere smantellata”.

Parla anche il capogruppo alla Camera di Ncd Nunzia De Girolamo: “I nuovi dati sulla disoccupazione sono uno shock. Siamo tornati indietro di 14 anni. Sul lavoro punteremo tutto, senza fare passi indietro”.

“Bene fa Renzi a insistere sul punto”, aggiunge la De Girolamo “Chiunque penserà di apportare il proprio veto dovrà scontrarsi con la nostra ferma convinzione che senza l’occupazione non c’è futuro per il nostro Paese”.

Secondo il Codacons per uscire da questa situazione, il Governo dovrà intervenire “con misure drastiche, ben lontane da quelle finora annunciate”. L’associazione dei consumatori accusa: “Non bastano nè gli 80 euro in busta paga, per quanto utili, nè tanto meno, il Jobs Act“.

“Chissà perchè”, continua la nota del Codacons “Tutti i Governi di questi ultimi anni si sono preoccupati solo della mobilità del fattore lavoro, cambiando ripetutamente le regole che disciplinano i contratti e non hanno mai fatto le riforme più importanti per aumentare i posti di lavoro, ossia quelle che possono ampliare la concorrenza, eliminando gli oligopoli, favorendo la mobilità del consumatore, che ancora oggi resta incastrato da contratti capestro”.

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