Spari e tafferugli nella zona dell’Olimpico | La finale di Coppa Italia diventa cronaca nera

di Azzurra Sichera

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Spari e tafferugli nella zona dell’Olimpico | La finale di Coppa Italia diventa cronaca nera

| sabato 03 Maggio 2014 - 19:33
Spari e tafferugli nella zona dell’Olimpico | La finale di Coppa Italia diventa cronaca nera

A poche ore dall’inizio della finale di Coppa Italia un gruppo di tifosi napoletani sono stati aggrediti a Tor di Quinto all’altezza del cavalcavia dove passa l’Olimpica, durante l’afflusso allo stadio Olimpico. Sono stati esplosi petardi e bombe carta contro i supporter partenopei, ma non sono mancati anche i colpi di pistola.

Il numero dei feriti è salito a distanza di pochi minuti: attimi concitati, informazioni sommarie e frammentarie molte della quali non confermate fino all’ultimo. Un evento che ha ritardato inevitabilmente l’inizio del match Napoli-Fiorentina, rimasto in bilico per più di mezz’ora: anche all’Olimpico le notizie rimbalzavano tra i tifosi napoletani che, dopo aver chiesto di non giocare, alla fine hanno deciso di seguire la sfida in silenzio. La finale di Coppa Italia è iniziata alle 21,45: cancellate le formalità di rito, è stato eseguito solo l’inno nazionale cantato da Alessandra Amoroso.

Non è ancora chiara la dinamica degli scontri né si è ancora potuto stabilire con certezza quante persone sono state soccorse, si ipotizza che in totale siano una decina. Gli inquirenti hanno iniziato a interrogare i presenti per far luce su un episodio che potrebbe non essere legato a divergenze calcistiche.

“Sarebbe stata una sola persona a sparare per motivi che non riguardano gli scontri tra le tifoserie”, ha riferito il questore di Roma nei minuti che hanno preceduto l’inizio del match Napoli-Fiorentina, andato in onda in diretta su Rai 1.

Tra le persone colpite, il più grave è un tifoso napoletano di circa 30 anni è rimasto ferito da un colpo di pistola al petto e alla spalla, in viale di Tor di Quinto. Il tifoso in gravi condizioni è stato trasportato a Villa San Pietro, sulla Cassia: il giovane, dopo un delicato intervento chirurgico, resta in gravi condizioni e non è ancora sciolta la prognosi.

Un altro tifoso di 43 anni è stato ferito alla mano destra da un petardo e trasferito in codice giallo sempre a Villa san Pietro mentre un terzo tifoso partenopeo di 32 anni, ferito al braccio e al polso da un colpo di arma da fuoco, è stato ricoverato in codice rosso al Santo Spirito.

“Al momento il triplice ferimento non sembra essere collegato a scontri tra tifosi, ma avrebbe cause occasionali”. Lo sostiene, in una nota, la Questura di Roma.

Una pistola è stata ritrovata abbandonata nei pressi di un vivaio in viale Tor di Quinto. La polizia sta verificando se l’arma è compatibile con il proiettile che ha ferito i tifosi. Il quarto ferito sarebbe il custode di un vivaio su viale di Tor di Quinto che potrebbe aver sparato perché spaventato dalla presenza di un gruppo di persone fuori dal cancello. L’uomo è stato poi trovato a terra dalla polizia con ferite alla testa. Accanto a lui ci sarebbe stata la pistola e numerosi bossoli esplosi. Forse proprio da quel luogo sono partiti i colpi d’arma da fuoco che hanno ferito i tre tifosi napoletani.

Al vaglio degli agenti anche le testimonianze dei tifosi che era sul posto al momento della sparatoria: sembra che si profili una pista che non riguardi le rivalità calcistiche.

“Sto andando all’Olimpico per premiare #FiorentinaNapoli. Scontri con feriti gravi. Questi non sono tifosi ma solo delinquenti!”, ha scritto su Twitter il presidente del Senato Pietro Grasso.

 

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