Ecco come si spartivano gli appalti di Expo | Scoperte tangenti per un milione di euro

di Redazione

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Ecco come si spartivano gli appalti di Expo | Scoperte tangenti per un milione di euro

| sabato 10 Maggio 2014 - 10:00
Ecco come si spartivano gli appalti di Expo | Scoperte tangenti per un milione di euro

Il valore complessivo degli appalti supera il mezzo miliardo di euro. Un valore complessivo enorme per gli appalti su cui aveva messo le mani una vera e propria organizzazione criminale. I membri di quella che sembra a tutti gli effetti una cupola di gestione delle attività criminali legati all’expo sono accusati di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Gli investigatori hanno accertato che già erano stati fatti versamenti o promesse di pagamenti per un totale di circa un milione di euro.

Nell’ordinanza il gip  scrive che per aggiudicarsi l’appalto della Città della Salute, per Frigerio era “necessario coinvolgere da subito un grande pool di imprese – prosegue ancora in accordo con il sodale Greganti Primo e pilotandolo sulla Cooperativa Manutencoop, in quanto essa ha i necessari collegamenti”.

Quindi sarebbe dal settembre del 2012 che “il sodalizio imposta la consueta strategia di intervento già collaudata con riferimento ad altre gare d’appalto previa individuazione e valutazione delle ”opzioni anche politiche” in grado di assicurare un intervento efficace sulla procedura ad evidenza pubblica e con successiva individuazione degli imprenditori da favorire con avvicinamento e corteggiamento”. Ed era il 7 settembre quando Frigerio incontrò Rognoni per spiegargli: “Poi Bersani mi ha detto: A sinistra cosa fate?. Bisogna che senta, se Rognoni mi dice Manutencoop per me va bene”.

Erano molti i modi con cui Friegerio, Primo Greganti e Grillo si muovevano nella ricerca di agganci politici tra Milano e la Capitale. Ad Arcore, a firma dell’ex Dc, arrivavano bigliettini in cui si raccomandavano a Silvio Berlusconi e Roberto Maroni come successore di Rognoni il manager Paris, il nome a suo volta doveva essere suggerito a Maurizio Lupi, all’epoca dei fatti ministro delle Infrastrutture, per “suggerirlo come presidente dell’Anas”.

 

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