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Meloni: “Il centrodestra? Siamo rimasti solo noi” | In corsa per l’Europa per cancellare l’Euro

di Maria Teresa Camarda

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Meloni: “Il centrodestra? Siamo rimasti solo noi” | In corsa per l’Europa per cancellare l’Euro

| venerdì 16 Maggio 2014 - 12:40
Meloni: “Il centrodestra? Siamo rimasti solo noi” | In corsa per l’Europa per cancellare l’Euro

“Ad oggi non c’è alcuna possibilità che Fratelli d’Italia possa far parte di una coalizione di moderati con Nuovo centrodestra e Forza Italia”. Parola di Giorgia Meloni, leader del partito fondato con Guido Crosetto e Ignazio La Russa. “I soli rimasti a difendere l’ideologia di centrodestra siamo noi – aggiunge – gli unici che in questo anno e mezzo non hanno votato nemmeno un provvedimento dei governi Letta e Renzi. Non ci sono margini di collaborazione con chi ha votato contro tutto quello in cui credevamo, dall’abolizione del reato di immigrazione clandestina alla legge che depenalizza l’uso e lo spaccio di droghe”.

La parlamentare di FdI, candidata alle prossime elezioni europee del 25 maggio, fa parte delle schiere degli eurocritici e, se eletta, promette battaglia sull’Euro. “In Europa non siamo uniti su nulla, non abbiamo una politica comune. L’unica cosa che unisce alcuni Paesi dell’Unione è l’Euro, che invece di aggregare, frantuma”, attacca Giorgia Meloni, che non ha dubbi sul fatto che la responsabilità di questa situazione di crisi in cui si trova l’Italia, insieme a molti altri paesi dell’Eurozona, sia della Germania. “Una moneta deve necessariamente essere agganciata a un’economia nazionale – spiega – e quando è nato l’Euro, nato dunque già malato, è stato agganciato all’economia tedesca. Non è un caso che mentre il nostro Prodotto interno lordo crolla, la Germania annunci il suo picco massimo degli ultimi anni. Noi siamo sempre più poveri e loro si arricchiscono”.

Un altro problema, secondo la Meloni, è che l’Euro è l’unica moneta che non ha una Banca centrale che possa incidere efficacemente nei momenti di debolezza. “L’unica cosa che può fare, è tenere sotto controllo l’inflazione. Ma non basta. Servirebbe, per esempio, – prosegue – una politica di svalutazione, per permetterci di migliorare le nostre transazioni internazionali, ma ovviamente la Bce non può farlo. La Germania non lo permetterebbe mai”.

Lo spirito che sta alla base della candidatura di Giorgia Meloni per un posto al Parlamento di Bruxelles, con le liste di Fratelli d’Italia che corrono sole sfidando anche la soglia di sbarramento al 4 per cento, è proprio quello di arrivare nella stanza dei bottoni e provare a riequilibrare i rapporti di forza. “Se la politica monetaria comune è fallita – spiega Meloni – possiamo provare a far concentrare l’Unione europea su quei settori in cui la collaborazione tra Paesi può essere utile: vedi, per esempio, la questione immigrazione”. “Le leggi attualmente in vigore – aggiunge – sono discriminatorie nei confronti dei Paesi di frontiera, come l’Italia e non possiamo più sobbarcarci questo peso da soli”.

E, commentando l’atteggiamento dell’Unione europea nei confronti della vicenda dei Marò, Meloni definisce i commissari europei “fantocci”: “La Commissione europea si è definita ‘soggetto terzo’ rispetto alla questione che ci ha visti opposti all’India. Ma loro non sono soggetti terzi, visto che l’Italia fa parte dell’Ue e l’India no. Questa è la dimostrazione che non c’è nemmeno una politica estera comune”.

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