Ocse, in Italia è sempre più allarme lavoro | La disoccupazione sale al 12,9% nel 2014

di Redazione

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Ocse, in Italia è sempre più allarme lavoro | La disoccupazione sale al 12,9% nel 2014

| mercoledì 03 Settembre 2014 - 13:16
Ocse, in Italia è sempre più allarme lavoro | La disoccupazione sale al 12,9% nel 2014

Continuano a far tremare i numeri sulla disoccupazione. Gli under 25 che in Italia sono senza lavoro hanno toccato il 40%, quasi il doppio del livello pre-crisi economica: erano il 20,3% nel 2007.

A diffondere questi dati è stata l’Ocse nel suo Employment Outlook. La percentuale è leggermente più elevata tra le donne (41,4%) che tra gli uomini (39%). La tendenza all’aumento della disoccupazione giovanile, aggiunge l’Ocse nella nota sull’Italia, “si accompagna con l’ancor più preoccupante aumento dei giovani inattivi che non frequentano corsi di istruzione”. La percentuale di giovani non in educazione, occupazione o formazione (i cosiddetti “Neet”) “è salita di 6,1 punti, raggiungendo il 22,4% alla fine del 2013”. Per questi giovani, sottolinea l’organizzazione, “cresce il rischio di stigma, cioè di subire un calo permanente di prospettive di occupazione e remunerazione”.

È sempre più allarme lavoro. La disoccupazione in Italia continuerà a crescere nel 2014, arrivando a quota 12,9% contro il 12,6% del 2013 e solo nel 2015 scenderà, al 12,2%.

Il 52,5% dei giovani under 25 italiani ha un contratto di lavoro precario. La percentuale è in lieve calo rispetto al 2012 (52,9%), ma resta nettamente superiore agli anni pre-crisi (42,3% nel 2007) ed è quasi doppia rispetto al 2000 (26,2%).  In particolare, sempre secondo i dati Ocse per il 2013, il 36,3% degli under 25 italiani occupati resta nel suo posto di lavoro per meno di 12 mesi. Percentuale che sale al 40,2% per le giovani donne.

“Circa 45 milioni di persone sono senza lavoro nell’area Ocse, 11,9 milioni più che appena prima della crisi”. L’organizzazione rileva un lieve calo del tasso di disoccupazione nell’insieme dei Paesi membri ma lancia un allarme sui cambiamenti “strutturali” della forza lavoro. “La persistenza di alti livelli di disoccupazione si è tradotta in un aumento della disoccupazione strutturale in alcuni Paesi, che potrebbe non essere automaticamente riassorbita con il ritorno alla crescita economica – scrive l’Ocse – perché ha portato a una perdita di capitale umano e di motivazione a trovare lavoro, soprattutto per i disoccupati di lungo periodo”. Nell’area Ocse, infatti, 16,3 milioni di persone sono senza lavoro da oltre un anno, oltre il 35% dei disoccupati. In Italia, i disoccupati senza lavoro da almeno 12 mesi sono quasi il 57% del totale, con un picco del 61,5% tra gli over 55.

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