Frode da un miliardo al fisco italiano | per finanziare il terrorismo islamico

di Redazione

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Frode da un miliardo al fisco italiano | per finanziare il terrorismo islamico

| mercoledì 24 Settembre 2014 - 10:17
Frode da un miliardo al fisco italiano | per finanziare il terrorismo islamico

Un miliardo di euro sarebbe passato dalle tasche dei contribuenti ai terroristi di matrice islamista. È quanto emerge da un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano secondo la quale, tramite una maxi frode fiscale, due gruppi criminali avrebbero sostenuto anche gruppi legati al terrorismo.

Secondo quanto riporta il “Corriere della Sera”, si tratta di una colossale frode fiscale sui certificati ambientali provata da documenti trovati nel 2010 in un covo di talebani tra Afghanistan e Pakistan. Un affare su cui stava già indagando la Procura milanese dopo la denuncia di una commercialista.

Con l’accordo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, a ogni Stato è assegnata una quota massima di produzione di CO2. Le aziende che producono meno gas-serra del tetto assegnato possono vendere il rimanente della quota alle imprese meno virtuose emettendo certificati ambientali che possono essere negoziati bilateralmente o in un mercato telematico, scambi sotto la supervisione di autorità pubbliche nazionali. Secondo la ricostruzione del quotidiano milanese, “le due organizzazioni criminali operavano sia singolarmente che insieme. Acquistavano i certificati in Gran Bretagna, Francia, Olanda e Germania attraverso società fittizie con sede in Italia, vere e proprie ‘cartiere’ che producevano solo fatture e che erano intestate o a prestanome quasi sempre cinesi o a persone estranee ma vittime di furti d’identità. Dopo aver acquistato senza pagare l’Iva, esclusa in questo tipo di transazioni intracomunitarie, le ‘cartiere’ aggiungevano l’Iva al 20 per cento e vendevano i certificati ad altre società, anche queste fittizie, che facevano da intermediari con gli ignari acquirenti finali. Una volta incassata l’Iva, invece di versarla allo Stato italiano la «cartiera» chiudeva i battenti e spariva nel nulla, mentre i soldi, milioni e milioni di euro, venivano dirottati su altri conti”.

Il sospetto è che i conti fossero collegati al terrorismo islamico. 

 

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