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Conte-Italia, serve subito un chiarimento | Non è questa l’Italia che ci era stata promessa

di Guido Monastra

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Conte-Italia, serve subito un chiarimento | Non è questa l’Italia che ci era stata promessa

| sabato 28 Marzo 2015 - 22:47
Conte-Italia, serve subito un chiarimento | Non è questa l’Italia che ci era stata promessa

State tranquilli, ci qualificheremo per la fase finale dell’Europeo. Il meccanismo di qualificazione premierà anche le migliori terze e l’Italia sarà certamente nel mazzo. Ma che tristezza! Abbiamo avuto la fortuna (e magari anche la bravura) di passare in vantaggio al primo attacco grazie a un autogol e ci siamo spenti subito, facendoci rimontare e superare in pochi minuti. Una dimostrazione di debolezza e di imbarazzante pressappochismo tecnico e tattico che solo grazie alla giocata di Eder (un oriundo, altro elemento di riflessione) non è sfociata in una sconfitta mortificante.

Cominciamo da un dato. Su questo campo, appena quattro mesi fa, ha conquistato un pareggio perfino Malta (1 a 1). E la Croazia – prima nel girone – ha vinto. L’Italia invece nel frattempo ha battuto l’Azerbaigian e Malta con il minimo scarto, con la Croazia ha conquistato uno striminzito pareggio. Adesso che non si dica che l’Italia fa fatica perché incontra difese schierate o squadre che pensano solo a difendersi. La Bulgaria è nazione da seconda o terza fila nel calcio e ci ha dato una lezione di gioco.

Devo ripetere, purtroppo, tutto quello che scrissi a novembre dopo l’imbarazzante vittoria su Malta: c’era bisogno di un allenatore “scienziato” come Conte per schierare questa squadra, incapace di vincere partite largamente alla sua portata? Non tutto può essere addossato a Conte ma certamente questa Italia non è nemmeno parente di quella che avrebbe dovuto essere. E’ appena il caso di ricordare cosa è successo la scorsa estate, dopo il siluramento di Prandelli che aveva fallito ai Mondiali: ingaggio di Conte (con tanto di mega stipendio che la Federazione non poteva permettersi pur di convincerlo), tanti buoni propositi su rinnovamento e tipo di gioco, una vittoria beneaugurante con la Norvegia e poi il solito tran tran.

Non ha funzionato nemmeno l’operazione simpatia, peraltro complicata, e resa ancora più difficile. E qui entra ancora in ballo la posizione di Conte. Il commissario tecnico non brilla per simpatia e magari non sarebbe una colpa grave: ma non è nemmeno chiaro se abbia davvero voglia di portare avanti (o forse di cominciare per davvero) il lavoro che si era prefissato. La Juventus che continua a vincere senza di lui (e in Europa ha fatto meglio) sembra innervosirlo, con i suoi ex dirigenti le frizioni sono costanti, i rapporti non sono nemmeno idilliaci con lo staff federale.

Ci sono tanti aspetti da chiarire. Meglio farlo subito perchè un altro anno così – prima degli Europei a cui ci qualificheremo – non è utile a nessuno. Questa non è l’Italia del rinnovamento.

 

 

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