La folla del Family Day
La folla del Family Day

Più di un milione a Roma, in piazza San Giovanni, anche se sulle cifre della manifestazione è polemica. Come quella dell’ex parlamentare Franco Grillini, presidente di di Gaynet Italia che contesta il numero dei partecpanti: “Piazza San Giovanni – ha commentato – può contenere al massimo 256 mila, che è un numero rispettabile, ma non certo un milione”. In ogni caso erano tantissimi. Mamme con carrozzine, uomini, donne e tanti bambini, tutti sotto la pioggia per il “Family Day”, organizzato dal Comitato “Difendiamo i nostri figli”.

“Siamo qui per dire no a progetti di legge come il ddl Cirinnà che arrivano a legittimare anche la pratica dell’utero in affitto – dice  il portavoce del Comitato, il professor Massimo Gandolfini – e che, di fatto, consentono l’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso”, dicono nei vari interventi che si susseguono dal palco coloro che via via prendono la parola – un imam compreso – applauditi da una folla festante e gioiosa che resiste al maltempo fino a quando non è rispuntanto il sole.

Via twitter il portavoce del Gay Center. Fabrizio Marrazzo, ha lanciato sui social l’hastag #FamilyGay, una riposta alla piazza per difendere “l’amore per i tuoi diritti e per la tua famiglia”, ma sul fronte opposto, il ministro dell’Interno e leader Ncd Angelino Alfano ha scritto su twitter senza però partecipare all’iniziativa di persona.

“A San Giovanni sono tanti i politici: da Buttiglione a Giovanardi, a Formigoni. Nessuno però prende la parola e chi lo fa sottolinea che è solo “a titolo personale”, sottolineano alcuni. Un invito alla politica ad ascoltare “le voci delle famiglie riunite oggi a Roma” arriva da Pier Ferdinando Casini, “non rispettare Piazza San Giovanni, significa non rispettare una parte dell’Italia”, spiega. Alfredo Mantovano, magistrato, ex sottosegretario e dirigente di Alleanza Cattolica nonchè dei comitati “Sì alla famiglia”, che ha promosso l’evento insieme al sociologo torinese Massimo Introvigne, ha fatto ripetere alla folla il “no” forte e chiaro alle adozioni da parte di coppie omosessuali.

“W l’Italia delle famiglie: forza, coraggio e speranza sono le tre parole delle centinaia di migliaia di persone arrivate qui. Far male alla famiglia significa far male all’Italia e da tempo la famiglia è sotto tiro”, ha osservato Mantovano. Più volte la piazza ha gridato contro le parole, rilanciate da qualcuno degli organizzatori dal palco, del sottosegretario Ivan Scalfarotto che dal Milano Pride ha detto “È inaccettabile una manifestazione come quella contro le unioni civili che si tiene oggi a Roma”.

“Dovrebbe dimettersi”, gli ha risposto Alessandro Pagano, di Area popolare e tra i promotori del comitato “Parlamentari per la Famiglia“, oggi in piazza. Per il capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Giuseppe Lumia, invece “è giunto il tempo perché anche il nostro Paese si apra alle unioni civili tra le persone dello stesso sesso. In Europa siamo fanalino di coda. Continuerò a battermi perché al più presto il Senato approvi una legge che vada in questa direzione. Considero la richiesta delle persone dello stesso sesso di avere riconosciuto il loro legame non contro la famiglia, ma pro famiglia”. Con lui è anche Andrea Marcucci, primo firmatario del ddl che istituisce le unioni civili. “Chi vuole guerre di religione, come gli organizzatori del Family Day, sbaglia secolo. Le Unioni civili non sono contro qualcuno, ma a favore dei diritti e dell’equità”.